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Cenni storici
Cenni storici

Oltris, il cui nome sta a significare "oltre" (quindi "al di là del Lumiei"), è una frazione del comune di Ampezzo posta a 610 m. sul livello del mare.

La tradizione popolare vuole che fosse il posto in cui chi giungeva nel territorio di Ampezzo, dove c'era un abete (pez) a fianco di un'osteria, saliva fino ad Oltris per pernottare.
Di fatto la prima documentazione storica su Ampezzo risale al 762 d.C., mentre Oltris compare per la prima volta su un documento ufficiale "in Carnea in villa que dicitur Oltras" nel 1260 e, nel 1563, nella cartografia con il nome Oltri, collocato erroneamente alla destra orografica del torrente Lumièi.

Nel 1420 tutta la Carnia passa sotto la Repubblica di Venezia che pone fine allo stato feudale del Patriarcato di Aquileia. E' sotto Venezia che prende forma l'attuale comune di Ampezzo quando nel 1642 Oltris, con Voltois, entra a far parte della nuova parrocchia autonoma di Ampezzo che si distacca dalla pieve di Socchieve.
In quel periodo l'economia di Oltris si basava sullo sfruttamento del patrimonio boschivo, dei pascoli, dei prati e delle attività artigianali sulle quali spiccava la lavorazione delle lane, canapa e cotone. Ciò non era sufficiente ed ebbe così inizio l'emigrazione ed il trasferimento delle attività artigianali nel basso Friuli, Padovano e Vicentino.

Nel 1797 con la caduta della repubblica di Venezia, per un breve periodo Oltris passò sotto i francesi di Napoleone fino al 1798 quando in base al Trattato di Campoformido passò sotto gli austriaci.
Alla fine del 1805 tornò sotto Napoleone ma nel 1813 passò nuovamente sotto gli austriaci fino al 1866 quando in seguito ad un plebiscito fu sancito il passaggio al Regno d'Italia.

Oltris conobbe ancora l'occupazione austro-ungarica nel corso della prima guerra mondiale e quella tedesca nella seconda.

Nel corso del 1900 l'emigrazione aumenta divenendo molto più spesso stabile. Dopo le mete iniziali: Austria, Germania e Svizzera le mete cambiano e diventano la Francia, l'Argentina, l'Africa oltre alla Lombardia ed il Piemonte.


La Chiesa della SS. Trinità

Venne edificata nel 1766 a seguito del restauro della precedente chiesetta votiva edificata nel 1716.
Al suo interno possiamo ammirare: una croce in ebano del XVIII secolo fatta con olivo del Getsemani ed impreziosita da tarsie in madreperla raffiguranti gli strumenti della Passione, portata da padre Bonaventura Burba a Oltris da Gerusalemme nel 1790; le Stazioni della Via Crucis dipinte ad olio su tela donate dalla sig.ra Angela Moro di Udine a padre Bonaventura Burba per la chiesa di Oltris il 27 settembre 1822; quadro Madonna con Bambino opera giovanile di Francesco di Manzano (1801 – 1895) più noto come grande storico.
Nel coro quadrangolare vi sono affreschi di minor interesse raffiguranti gli Evangelisti, la Trinità e l'Ultima Cena di autore locale del XVIII secolo.
A seguito del terremoto del 1976 ha subito un nuovo restauro conservativo che ne ha mantenute inalterate le antiche caratteristiche.


Il paese oggi

Ancora oggi Oltris mantiene intatte le caratteristiche di borgo medioevale con le sue strade poco più larghe di un sentiero lastricate di ciottoli.
Le case sono ancora in gran parte di pietra e legno, e anche quelle restaurate di recente hanno mantenuto le belle balconate in legno (linde).
In occasione della sistemazione della piazza la fontana è stata ricostruita sul modello originario di quella antica in sostituzione di quella a muro più recente.

Purtroppo in questi ultimi anni l'emigrazione ha ridotto il numero degli abitanti.
Tuttavia i legami con il paese di origine sono sempre molto forti e nel periodo estivo od in occasione delle festività il borgo riprende vita.


Personaggi

- Don Pietro Benedetti (Oltris 21/07/1790 – Udine 19/11/1869)
Insegnante presso il Ginnasio-Liceo di Udine, nell'agosto del 1838 con i suoi risparmi e l'aiuto di alcuni benefattori, diede vita ad un asilo di carità che continuò a finanziare con il ricavato di traduzioni di alcune opere quali "Compendio di storia sacra" e "Guida per le giovani" dal francese e "Racconti" morali del can. Cristoforo Schmid dal tedesco. Compose "Primi rudimenti intorno alla divinità del Cristianesimo" e Meditazions e prejeris" oltre a numerose poesie in lingua friulana.

- Ing. Pietro Bearzi (Oltris 05/06/1874 – Trieste 19/05/1961)
Nonostante l'infanzia difficile si laureò in ingegneria civile ed elettronica presso il politecnico di Torino dove fu allievo beneamato dello scienziato Galileo Ferraris.
Dopo un breve periodo a Monaco di Baviera si trasferì a Trieste dove diresse per 40 anni la centrale termoelettrica con tanta perizia da essere chiamato dai triestini "il mago della elettricità". A lui si devono i progetti delle scuole di Sauris, di Lateis e di Oltris, oltre all'acquedotto di Cjalada.

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(fonte: ilMeteo.it)
           

         
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