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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 09/04/2010 alle ore 08:27:54
La luce del futuro, sarà il benessere della vita

Quali saranno le sfide le il nostro pianeta si troverà ad affrontare nell'immediato futuro? Fino a quale punto dell'universo può arrivare il nostro sguardo? Perché il fascino di un cielo stellato accomuna tutti i popoli e tutte le culture? E ancora, in che modo la tecnologia LEDs è destinata a rivoluzionare la nostra vita quotidiana? Quando... Come... Perché... Tutto il sapere di cui dispone il genere umano ha avuto inizio con domande anche piuttosto semplici; la curiosità non è stata solo la chiave del progresso e dello sviluppo, ciò che ha consentito alla nostra specie di superare i propri limiti, ma è soprattutto la caratteristica peculiare della vita, quella scintilla in bilico tra sogno e pensiero razionale che permette a tutti gli esseri viventi di imparare e migliorare.

E' intorno a questo concetto dovremo lavorare adesso per un futuro migliore più vivibile , la luce è segno di vivibilità e buon umore.

Ci sono aziende in Carnia , che hanno questa filosofia : la luce deve sposarsi e quindi vivere con architettura e quindi deve essere parte unica con gli ambienti per illuminare solo quando e dove serve senza esagerare, il lighting design di qualità di oggi deve affrontare temi urgenti, quali risparmio energetico, benessere visivo, funzionalità e futuro della luce, attraverso l’esperienza di lighting designer di tutto il mondo, che presentano i loro progetti di illuminazione, negli ambiti più svariati, dalle abitazioni alle chiese,dai palazzi pubblici alle scuole, dai parchi ai monumenti .Ma perché si parla tanto di lighting design? Innanzitutto perché “stiamo vivendo una rivoluzione in atto, caratterizzata dal passaggio della luce elettrica, come la centenaria lampada a incandescenza ormai in via d’estinzione (bandita dal 2011 dalla Finanziaria 2008 in linea con le Direttive europee) alla luce elettronica, come il Led (diodo a emissione luminosa). Il LEDs infatti per molti è la luce del futuro, per le sue prestazioni: ridotte dimensioni, lunga durata, risparmio energetico, fedeltà nella resa cromatica. Una sorgente personalizzabile, sia per colore che per intensità. E’ qualcosa di eccezionale sia per chi l’utilizza ma anche per chi progetta. Accanto all’evoluzione hi-tech, l’emergenza energetica: un buon progetto dell’illuminazione consiste infatti nel distillare la luce solo dove serve. Non solo ricerca tecnologica e risparmio energetico, ma anche benessere dell’uomo: un ambiente illuminato in modo errato può causare a lungo andare affaticamento visivo associato a uno stress psico-fisico. Durante il giorno l’uomo ha bisogno di un livello molto maggiore e di una gamma più ampia di spettro luminoso e durante la notte di un livello molto più basso di quanto prescrivono gli standard dopo il tramonto c’è sufficiente oscurità, ma la notte viene illuminata con una tale quantità di luce artificiale che ostacola il nostro recupero e il nostro riposo. Augurando così un ritorno all’alternanza luce/oscurità. Il rapporto tra luce e ambiente: la luce infatti deve essere adatta allo spazio, non avulsa o imposta. Deve integrarsi, senza scomparire. I vecchi edifici possono essere illuminati senza tradirne lo stile, anzi evocando il luogo e chi a suo tempo ha progettato l’architettura . Il tutto grazie a sorgenti luminose hi-tech,come il LEDs, che permette maggiori prestazioni a livello d’intensità e di colore. La qualità degli apparecchi luminosi è fondamentale ma non è tutto. Per raggiungere i più alti livelli di efficienza, il lighting design deve essere adattato al comportamento umano e alla destinazione d’uso degli edifici senza esagerare e strafare nel definire le cose, è sempre bisogno di una armonia cosi si può ottenere una illuminazione più adatta con un risparmio del 50% rispetto alle installazioni luminose tradizionali. Quindi Il progettista della luce è quindi una figura chiave, come l’architetto e il designer. È un professionista che deve sfruttare l’evoluzione tecnologica, non subirla, per migliorare la qualità della vita. Ma tutto ciò sembra ancora fantascienza, in un Paese come l'Italia, patria del Made in Italy, in cui la legge non prevede l’obbligo del lighting designer e tutto è affidato al caso.
Meditate sarà sicuramente il futuro e in Carnia per chi non lo sa c’è una piccola “Silicon Valley” preparata a questo a dare le risposte con fatti concreti sul futuro e la vivibilità delle nostre case e dell’ambiente in cui viviamo.

Giovnnino Bearzi
   Messaggio inviato il 08/04/2010 alle ore 23:21:52
La Vita è una bella favola da vivere come uno scherzo ,nel migliore modo possibile ,rammentando sempre che il primo dovere di una persona è di essere FELICE senza tanti problemi;come uno specchio ti sorride se tu gli sorridi.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 07/04/2010 alle ore 14:19:51
Riflessioni, la positività è un bene ?
Hai mai letto o sentito parlare di Pensiero Positivo?
Sono certo di si. Ci sono migliaia di libri sul Pensiero positivo e centinaia di corsi. E sicuramente tante persone hanno le loro opinioni sul Pensiero Positivo. Sulla forza del pensiero positivo nell’aiutarti a migliorare la tua autostima, la tua felicità e nel sostenerti nei momenti di stress, di ansia e di depressione.
Magari per caso o magari perché eri in un momento brutto della tua vita, sono certa che anche tu in qualche modo ti sei “informato” sul Pensiero Positivo.
E poi cosa hai fatto? Perché sai, leggere e interessarsi di qualcosa, non vuole dire granché se poi non c’è una azione.
Te lo dico perché anche io ho fatto così. Scopri che quello che dice la filosofia del pensiero positivo è valida e poi non fai nulla!
Ero in un momento particolarmente nero della mia vita. Hai presente quegli anni che non vedi l’ora che finiscano, che arrivi perfino a guardare che dice l’oroscopo per l’anno successivo, perché proprio non ne è andata una giusta?
E adesso so perché.
A questo punto dobbiamo partire da un presupposto sul quale deve esserci accordo.
Noi siamo quello che pensiamo. Che in altre parole significa che tutto quello che siamo o facciamo nasce prima nei nostri pensieri. Che vuol dire che quello che pensiamo del mondo che ci circonda, della nostra vita e di noi stessi diventa la “nostra realtà”
Sei d’accordo? Se si continua a leggere, se non sei d’accordo, non sprecare il tuo tempo, chiudi questa pagina e leggi qualcos’altro.
Comincio col dire che pensare positivo non vuole mica dire andare in giro vedendo tutto rosa anche quando una tegola ci cade in testa. Pensiero Positivo : Non è essere ottimista ad ogni costo!
L’interpretazione del pensiero positivo come una specie di ottimismo perenne credo invece che abbia portato tanti neofiti ad allontanarsi dal Pensiero Positivo, invece che ad approfondire una grande verità:
Non esiste la neutralità: o il tuo pensiero è negativo o è positivo.
Oggi in ufficio non ho terminato le mie pratiche:
Che pretendono da me? Non ce la faccio a fare tutta sta roba!
Certo c’era molto da fare. Cosa posso escogitare per essere più efficace?
Oggi sono restato intrappolato nel traffico:
Come al solito, guarda se ogni giorno devo perdere un’ora in coda come un cretino!
E’ una cosa normale visto che usciamo tutti alla stessa ora. E se provassi a investire questa ora ascoltando un CD per imparare l’Inglese?
Oggi i miei figli sono più turbolenti del solito:
Ma guarda se dopo un giorno di lavoro di m…mi tocca anche sorbirmi tutte ste lamentele…
Anche loro hanno il loro mondo, magari hanno avuto una brutta giornata a scuola, proviamo a sederci intorno ad una bella pizza e ascoltare quello che hanno da dire?
Lo so, lo so che stai pensando. Troppa fatica. Dove trovo la forza?
Lo so perché l’ho pensato anche io!
Perché avevo una dipendenza negativa!
Cosa vuole dire? Vuole dire che, come molte persone, facevo la scelta meno faticosa. Non la più giusta, sapevo che non lo era, ma non trovavo dentro di me la forza di farne una diversa.
Ti è mai successo di dirti “ma adesso mando tutto a quel paese!”?
In quel momento tu lo sai cosa ti renderebbe felice, e sai anche cosa fare e come fare …ma ti manca la forza per agire. Magari ti manca un po’ di autostima e di fiducia in te stesso, forse sei già rimasto deluso altre volte, forse hai paura di non riuscirci, di fallire (hai letto l’articolo Credenze e Paure clicca sul titolo e leggilo. potrebbe esserti utile)
E allora ci arrendiamo, rinunciamo a combattere perché non abbiamo abbastanza forza dentro.
Eppure vediamo persone felici e realizzate intorno a noi.
Eppure ogni mattina milioni di persone si svegliano sapendo che li aspetta una giornata faticosa, magari anche dolorosa e infelice. E la depressione, l’ansia, la rabbia, il malessere che provano sono dei campanelli di allarme del loro inconscio che li avvisano che qualcosa non va, che qualcosa deve essere migliorato o cambiato, ma non c’è la forza di cambiare.
E questo atteggiamento di rinuncia, di dare spazio a depressione e infelicità, giorno dopo giorno, ti porta ad una abitudine che diventa quasi una dipendenza negativa.
Ce ne sono di diverse: la mia era quella della “coccola alla povera vittima”
Con le mie delusioni sul lavoro e nell’ambito familiare mi ero costruito una “storia di sfortune e di infelicità” che piano piano non solo mi aveva portato a pensare che la mia vita non dipendesse da me, dalle mie rinunce, dalle mie scelte, perché io ci avevo provato a…
La mia storia dipendeva dal destino e dalla sfortuna, e avevo trovato nella comprensione e nelle coccole morali di chi mi stava intorno una soddisfazione che sfiorava la felicità.
Rischioso eh? Ma quante persone cadono in questo circolo vizioso?
Quante persone si chiedono perché dovrebbero trovare la forza di reagire, di cambiare quello che non va nella loro vita, rischiando così altre delusioni? Perché cambiare quando invece, senza sforzo, possono essere al centro dell’attenzione ed avere le coccole che le persone intorno a loro gli riservano quando sono infelici, sfortunati e depressi?
Questa è quella che io chiamo dipendenza negativa e non credo servano altre parole per definire come sia pericolosa!
Io come ne sono uscito? Grazie ad un amico che, invece di coccolarmi, mi ha detto di darmi una mossa, di smetterla di lamentarmi e di rendermi conto che se la mia vita era uno schifo non dipendeva dal destino, ma dalle mie scelte e che avrei fatto meglio a fare delle scelte diverse se davvero, come dicevo, avrei tanto voluto essere felice e realizzata.
Un amico che mi ha fatto capire che, dipendenza per dipendenza, forse era meglio diventare una Dipendente Positiva!
Perché esistono dipendenze che invece di renderti debole ti rendono forte e la dipendenza positiva è una di queste.
La dipendenza da pensiero positivo può essere raggiunta con diverse attività, c’è chi medita, chi fa yoga, chi corre, chi si arrampica, e chi, come me, ha preso spunti da diversi libri e corsi e si è costruita un suo momento giornaliero di Dipendenza Positiva.
Io ho scelto di dedicare a me stesso almeno un’ora al giorno (si può, si può, basta guardare meno TV) e precisamente mezz’ora alla mattina e mezz’ora alla sera prima di addormentarmi.
Seguo una blanda meditazione per riuscire a staccarmi da tutto quello che c’è intorno e utilizzo sia le Affermazioni che le Visualizzazioni.
Cosa faccio in pratica?
Mi sono scritto 20 frasi positive che riguardano le aree della mia vita che voglio migliorare e le ripeto a me stessa, guardandomi negli occhi, allo specchio.
E mi sono costruito la mia isola, cioè il luogo dove voglio vivere, con tanto di mare azzurro, caldo e sole tutto l’anno. Ci vado ormai così regolarmente, con le mie visualizzazioni, che entro nella mia casa vicino alla spiaggia e ci giro senza problemi, perché conosco ogni stanza.
E’ così vera nei miei pensieri che ormai è diventata una abitudine e mentre il mio inconscio la percepisce già come reale, il mio conscio e sicuro, ogni giorno che passa, che mi sto avvicinando alla mia isola, anche nel mondo reale.
Che vantaggi mi porta questa specie di ginnastica mentale?
Mi rilasso, riduco lo stress, sto con me stesso, mi piaccio di più e sono più sicuro della mia capacità di realizzare i miei sogni. E questa sicurezza accresce la mia autostima e mi ha permesso di perdere senza troppa fatica quella brutta abitudine ….quella di lamentarmi sempre e così facendo continuare ad “attirare” nella mia vita esperienze negative.
Ora nella mia vita c’è lo spazio e il tempo per giornate piene di cose che amo fare e di domani ricchi di sogni realizzati.
E anche quando viene un momento triste o un evento che mi fa arrabbiare, bene, lo affronto sapendo che è normale, che non c’è nulla di drammatico e che sta a me e solo a me decidere quanto tempo farlo durare e che peso dargli.
Sono sempre un “dipendente” …ma la mia dipendenza mi ha aperto nuovi mondi invece che chiudermi anche quello che avevo già.

uno a caso di Oltris
   Messaggio inviato il 06/04/2010 alle ore 15:02:15
Non amare ciò che è perfetto.. ma rendi perfetto ciò che pensi di amare... poichè la perfezione non esiste...........

g.b.
   Messaggio inviato il 02/04/2010 alle ore 12:00:25
Un augurio di BUONA PASQUA particolare a te che mi guardi da lassù. Sicuramnte questo messaggio non arivverà mai al tuo cellulare, ma son sicuro che arriverà al tuo cuore. Un bacio Papà

b.g.

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