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Libro degli Ospiti
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Messaggi presenti: 605 - Pagina 104 di 121
   Messaggio inviato il 11/11/2009 alle ore 10:23:35
Bello Oltris, la prima volta che vengo in Carnia passerò a visitarlo, visto anche che ho un amico che vi ha una bella casa.... Vero Giovannino ??

Angelo
   Messaggio inviato il 10/11/2009 alle ore 13:38:25
Domani è San Martino.
San Martino di Tours viene ricordato l'11 novembre, sebbene questa non sia la data della sua morte. Nei primi secoli del cristianesimo, il culto reso ai santi spesso si collegava alla data della depositio nella tomba. Questa data è diventata una festa straordinaria in tutto l'Occidente, grazie alla sua popolare fama di santità e al numero notevole di cristiani che portavano il nome di Martino. Nel Concilio di Macon, era stato deciso che sarebbe stata una festa non lavorativa. La basilica a lui dedicata in Tours, l’edificio religioso francese più grande di quei tempi, fu tradizionale meta di pellegrinaggi medievali. Nel 1562 in seguito alle lotte di religione che insanguinarono la Francia, essa fu messa al sacco dai protestanti e le sue spoglie date alle fiamme, tanto era il suo richiamo simbolico. Durante il periodo della rivoluzione francese la basilica fu demolita quasi completamente; rimasero due torri, ancora oggi visibili. Nel 1884 fu progettata una nuova basilica che fu consacrata nel 1925. Molte chiese in Europa sono dedicate a san Martino. Tra queste Lucca ha dedicato a San Martino il suo Duomo. L'11 novembre i bambini delle Fiandre e delle aree cattoliche della Germania e dell'Austria partecipano a una processione di lanterne. Spesso un uomo vestito come Martino cavalca in testa alla processione. I bambini cantano canzoni sul santo e sulle loro lanterne. Il cibo tradizionale di questo giorno è l'oca. Secondo la leggenda, Martino era riluttante a diventare vescovo, motivo per cui si nascose in una stalla piena di oche; il rumore fatto da queste rivelò però il suo nascondiglio alla gente che lo stava cercando. In anni recenti la processione delle lanterne si è diffusa anche nelle aree protestanti della Germania, nonostante il fatto che la Chiesa protestante non riconosca il culto dei santi. In Italia il culto del Santo che si espleta nel giorno della sua ricorrenza religiosa, è legato alla cosiddetta estate di san Martino la quale si manifesta, in senso meteorologico, all'inizio di novembre, e dà luogo ad alcune tradizionali feste popolari.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 05/11/2009 alle ore 13:51:06
Pensiero....
Le catastrofi e i traumi collettivi sono sempre un'occasione d'oro per riformulare il discorso pubblico: certe parole vanno fuori corso, certe altre schizzano in primo piano e il senso segue a ruota, anche a seconda di chi le pronuncia o le tacita. Mettere in contrapposizione il dolore per le vittime e la denuncia delle responsabilità è un'operazione cinica e bara che si commenta da sé: sono i lutti senza responsabilità quelli che non si elaborano mai e che aprono la pista alla coazione a ripetere, sempre lo stesso delitto e sempre senza colpa.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 05/11/2009 alle ore 07:18:27
PER NON DIMENTICARE.......
il 4 novembre 1918, data che celebra la fine vittoriosa della Prima Guerra Mondiale segna il compimento di quell’ambizioso progetto di Unità Nazionale, iniziato nel lontano 1861, e per il quale molti Italiani in armi hanno sacrificato il bene supremo della vita per un ideale di Patria e di attaccamento al dovere.
Il 4 novembre, è quindi giustamente il Giorno dell’Unità Nazionale e anche Giornata delle Forze Armate, e quest’anno il pensiero e la riflessione che fanno da sfondo a queste celebrazioni sono le missioni e l’impegno che tutti gli uomini e le donne con le stellette profondono quotidianamente in favore della pace, della sicurezza e della stabilità internazionali, in Patria e nei teatri lontani dall’Italia.
In questo giorno di celebrazioni non possiamo e non dobbiamo dimenticare il sacrificio di chi ci ha preceduto e di chi in questi anni, purtroppo anche recentemente e in maniera drammaticamente violenta, ha sacrificato il bene supremo della vita nell’assolvimento del proprio dovere.
Ad essi, alle loro famiglie, ai loro cari va, quindi, il nostro commosso e grato pensiero: il loro doloroso sacrificio deve darci in ogni momento della nostra attività la dimensione e l’orgoglio umani, morali e professionali di ciò che siamo e rappresentiamo.
In questo momento storico in cui molte certezze e valori sembrano essere venuti meno, le Forze Armate continuano ad essere un punto di riferimento per la difesa di quei principi che costituiscono i fondamenti della nostra società e della comunità nazionale.
Con questa certezza e consapevolezza dobbiamo continuare ad agire, pur tra le immancabili difficoltà, nel rispetto del nostro giuramento di fedeltà alla Patria e alle libere Istituzioni, punto di riferimento che non potrà mai tradirci

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 04/11/2009 alle ore 23:34:36
Piccole riflessioni Cammina,cammina veloce e se puoi corri corri per cercare i soldi,il potere la sopra elevazione sulle persone comuni,nel dire io sono arrivato;la felicita non si trova nei soldi,neanche nel potere e tanto meno pensare di essere arrivato(dove? c'è sempre uno più in alto di te) tutte le cose che noi facciamo hanno il loro lato positivo e negativo,se per avere tanto devi dare tanto, badando solo a far profitto incurante delle persone a te vicino con scarsa propensione per il prossimo e dei loro problemi.Il vivere felici deriva nel accontentarsi,nel apprezzare quello che si hà,condurre una vita dignitosa cercando si di progredire ma senza diventare schiavi del sistema insomma rimanendo UOMINI ricordando sempre che è piu felice colui che non deve obbedire a nessuno da chi può comandare il mondo.

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