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Libro degli Ospiti
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Messaggi presenti: 605 - Pagina 50 di 121
   Messaggio inviato il 06/11/2013 alle ore 16:09:15
Passiamo la vita a preoccuparci di cosa vogliono gli altri trascurando ciò che desideriamo noi.. a volte dimentichiamo persino quali sono i nostri sogni! E’ quando ci innamoriamo che mettiamo al primo posto la felicità, la libertà, l’avventura…che mettiamo al primo posto noi stessi e ciò che desideriamo! e io oggi mi sono scoperto profondamente innamorato della vita!

C.C.
   Messaggio inviato il 06/11/2013 alle ore 16:06:52
Dimentica la relazione e impara a relazionarti con un altro essere. Quando entri in una relazione, cominci a darla per scontata, sia tu che il tuo partner vi date per acquisiti: questo distrugge tutti gli amori. La donna pensa di conoscere l’uomo e l’uomo pensa di conoscere la donna: in realtà nessuno dei due conosce l’altro. E’ impossibile, l’altro rimane un mistero. E dare per scontato l’altro significa insultarlo, mancargli di rispetto.
Coloro che si amano sono soli e chi ti ama veramente non distruggerà mai la tua solitudine, ma la rispetterà completamente perché è sacra, non interferirà con essa, non devasterà quello spazio.

C.C.
   Messaggio inviato il 06/11/2013 alle ore 15:52:00
Mi dispiace, ma io non voglio fare l’Imperatore: non è il mio mestiere; non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti, se possibile: ebrei, ariani, uomini neri e bianchi. Tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l’un l’altro. In questo mondo c’è posto per tutti. La natura è ricca, è sufficiente per tutti noi; la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio, ci ha condotti a passo d’oca fra le cose più abiette. Abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell’abbondanza ci ha dato povertà; la scienza ci ha trasformato in cinici; l’avidità ci ha resi duri e cattivi; pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari, ci serve umanità; più che abilità, ci serve bontà e gentilezza. Senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto

C.C.
   Messaggio inviato il 06/11/2013 alle ore 15:21:39
Commemorazione dei caduti 4 novembre

uno si potrebbe domandare : che senso ha deporre una corona d’alloro ai piedi del monumento ai caduti?
In nome di chi abbiamo fatto questo gesto?

L’abbiamo fatto, perché, nell'occasione del 4 novembre, c’è ancora chi crede, grazie a Dio, che sia opportuno rendere omaggio e ricordare tutti coloro i quali hanno sacrificato la loro vita, o anche soltanto gli anni migliori della loro esistenza, per la Patria e per la pace. Ma quest’occasione non è soltanto il giorno della rimembranza e del ringraziamento, ma deve essere anche quello della riflessione per fare in modo che il passato, la storia, ci sia di insegnamento per il presente e per il futuro non scordiamoci di questo.

Anche se credo che il silenzio meglio di tante parole riesce ad esprimere più degnamente ed intensamente la commemorazione che viene celebrata di anno in anno , voglio dire qualcosa per commentare questo momento e tentare di riassumere i sentimenti che ci portano al monumento dei caduti di Ampezzo.

Certo non dobbiamo lasciare che l’esaltazione di uno sviscerato amore di Patria possa giustificare ogni azione di guerra, anche la più profondamente sbagliata ed ingiusta.

Non vorrei percorrere questa strada. Vorrei invece, per interpretare correttamente i sentimenti di tutti, cercare di immaginare cosa ciascuno di noi, oggi, qui presente, sta pensando in questo momento.

Ognuno di noi, o quasi, ha un parente, una persona cara, un antenato, il cui nome è scritto su questa lapide ed il cui sangue ha bagnato la terra dei campi di battaglia. Dietro ad ogni nome c’è una storia, una storia che fa parte del nostro bagaglio e che quindi appartiene a tutti noi.

A noi tutti che non abbiamo fatto la guerra, e ci riteniamo fortunati per non aver dovuto assistere o partecipare a quello scenario apocalittico di morte e distruzione. A noi che siamo figli di un Paese, l’Italia, in cui gli ideali di pace e solidarietà sono sanciti dalla Carta Costituzionale. Ciononostante le nostre Forze Armate, sono impegnate su diversi fronti, in Afganistan, come in Iraq, come in Libano. Ragazzi come lo erano quelli che commemoriamo oggi, che sono impegnati e rischiano la vita su fronti di guerra, ma ora non più per occupare territori, bensì per cercare di ristabilire condizioni di convivenza civile, cioè di pace. E come loro, anche tutti noi dobbiamo impegnarci di più per fare in modo che l’esperienza del passato serva ad insegnarci i valori della Vita, della Tolleranza e della Pace.

Immagino e spero che anche voi vi poniate qualche domanda su questo monumento che pur ricordando atti di guerra richiama ideali di pace. Qualcuno avrà colto gli aspetti più profondi della sua espressione, l’essenza del messaggio che, nella sua semplicità, rappresenta: un sacrario affusolato, una stele che si innalza verso il cielo , verso DIO come richiesta di protezione.

E se si osserva il monumento si intuisce che su questa stele, qualora nel mondo si verificassero altre guerre che coinvolgano il nostro Paese, l’elenco dei caduti potrebbe crescere, e magari potremmo vedere scolpito su questo marmo il nome di altri parenti ed amici ed allora chiediamoci cosa possiamo fare, oggi, per non trovarci, domani, in quelle condizioni, nelle condizioni di rivivere le atrocità della guerra.

Ma in questo giorno voglio anche che riflettiamo tutti bene su quali sono le conseguenze della violenza dell’uomo per ribadire l’assoluta necessità di lavorare per perseguire: la Pace rispetto alla guerra, la Solidarietà al posto della violenza, l’Amore invece dell’odio, la cultura della Vita contro l’oblio della morte.

Quindi impegniamoci tutti a ricordare il passato perché purtroppo molto sangue è stato riversato e impegniamoci tutti in azioni che quotidianamente ognuno di noi può e deve compiere per ripudiare la guerra sono: impegnarci affinché ci sia più Solidarietà tra i popoli e Solidarietà tra di noi anche con un semplice sorriso o saluto. Non basta chiudere delle porte e innalzare dei muri, occorre anche dare delle risposte a chi ha fame. lavorare per diffondere la Democrazia e la partecipazione, promuovere il rispetto tra gli individui. Sono certo che se sapremo fare questo potremo sperare in un mondo di Pace".

GBearzi
   Messaggio inviato il 05/11/2013 alle ore 21:43:13
E facile scrivere e criticare lo scritto di BC 2 ,probabilmente sono i suoi ideali ,di uno che vive una realtà a Oltris. Uno al di fuori magari residente in un paradiso fiscale, non sa cosa un residente prova o vorrebbe avere per se e la sua famiglia. Rifletti meglio Benedetti .

Cristian

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