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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 29/08/2012 alle ore 11:40:36
GUARDARE SEMPRE AVANTI
Ieri sera sono andato allo stadio a vedere l’Udinese con la certezza di una grande vittoria e alla fine………….. un’altra occasione è persa.
A mente calda è superfluo commentare lo stato emozionale con cui si è vissuta questa gara. Oggi a mente fredda forse la squadra ha sentito troppo la tensione, forse la forma fisica non c’è, forse in mezzo manca un cervello, forse la squadra è ancora Di Natale dipendente, ma il capitano non è quello dell’anno scorso.
Forse è solo una questione di episodi, forse altro. Comunque rimane sempre una grande amarezza per la sconfitta e per aver giocato un po’ scarsi ,a questo punto ,rimane l’amarezza di un sogno svanito.
Non è tempo di processi: la stagione non si ferma qui, ha sbagliato chi ha pensato a questa gara come obiettivo primario. Il campionato è appena cominciato. Essere grandi significa anche accettare le sconfitte, farsene una ragione e ricominciare tenendo in considerazione le cose negative e guardare avanti.
Forza Udinese.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 10/08/2012 alle ore 15:29:13
“La sagra di San Jacum” è ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per tutti e un evento attesissimo dai compaesani di Oltris e non solo.
Due giorni in cui eventi, tradizioni, musica popolare, cultura e gastronomia si fondono per dare vita ad una manifestazione che rappresenta un momento importantissimo di rivalutazione delle radici della nostra terra. E tutto questo grazie all’instancabile lavoro dei giovani e non solo del borgo di Oltris che, ormai da tantissimi anni, cura con passione e dedizione l’organizzazione dell’evento. Per questo, io che sono stato un fondatore della baita faccio i complimenti a tutti quelli che si sono prodigati per l’evento e a tutti quelli che per il futuro collaboreranno. Questo è un motivo d’orgoglio per tutti e fanno sì che il nostro paese diventi un punto di incontro per migliaia di visitatori, la baita è nata per questo.
Grazie

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 08/08/2012 alle ore 02:23:30
''Ogni volta che mi viene in mente
qualche cosa che non c'entra niente''.
(Ogni volta-Vasco R.)
Un abbraccio forte forte Bambolina mia.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 31/07/2012 alle ore 07:11:40
I nostri anziani ? ed i futuri anziani.
La società in cui viviamo è giunta ormai alle soglie del 2012, portando con se tutti quei valori positivi e negativi, che si possono ben vedere in gran parte del mondo occidentale. Se da un lato, lo sviluppo del progresso, dell’industrializzazione e l’aumento della ricchezza media per ogni cittadino, hanno determinato una parallela crescita del benessere generale, è evidente che diverse e tangibili problematiche, spesso incontrollabili, affliggono il mondo contemporaneo , dimenticandoci del mondo degli anziani.
Droga,alcolismo, povertà, malgoverno, diminuzione dei valori di riferimento, sono solo alcuni degli argomenti che riempiono assiduamente le pagine dei quotidiani e danno lavoro ai cosiddetti opinionisti del dolore. Negli ultimi tempi ho avuto modo di leggere molte storie di anziani che vivono in uno stato di disinteresse generale, emarginati dal tessuto sociale e abbandonati al proprio destino, non hanno il minimo di pensione per poter sopravvivere ed i figli li hanno dimenticati.
In merito, credo sia dovuta una riflessione, su chi sono gli anziani. A che età lo si diventa, cosa può pretendere un anziano dalla società e cosa un uomo può ancora dare alla collettività, a chi e in che modo? I temi sono molti e per fortuna i sessantenni, quelli che fino a pochi anni fa erano considerati anziani, oggi non lo sono più, proprio perché grazie al benessere generale, vivono nel pieno delle loro forze, spesso ben inseriti nella realtà quotidiana, del lavoro e della famiglia, tanto che la loro esperienza è di fondamentale sostegno allo sviluppo del paese.
Dunque il problema si è spostato negli anni, in quanto la vita media si è allungata ed i cittadini che hanno superato i 70, se non gli 80 sono sempre più numerosi e si trovano ad affrontare da soli le molteplici carenze assistenziali, economiche, previdenziali, ed affettive, che la nostra arida società non ha saputo affrontare. Carenze quindi generate dall’evoluzione della società sempre più attenta a chi produce ricchezza e sempre meno disponibile a sostenere il prossimo che non può produrre e che ha poco, in tutti i termini, per consumare. Fino a pochi decenni fa gli anziani vivevano nell’ambiente famigliare per tutto l’arco della vita mentre oggi molti, i più fortunati, vengono accolti in case di riposo: un eufemistico “modo di dire” per intendere più in sintesi solitudini poste l’una accanto altra mentre per i più disagiati, e sono la maggioranza, non vi è né il calore della famiglia né il sollievo di essere custoditi in una collettività.
Questo radicale mutamento è il frutto dei tempi, di una società, che vinta dal ritmo del successo e dal superamento dei valori passati, trascura quelli più tradizionali. Gli uomini, pertanto, hanno dimenticato il concetto di sacrificio , inteso nel suo più nobile significato, facendosi loro stessi portavoce di un’etica e di una cultura edonistica, che mira in particolar modo a premiare il consumismo e la incommensurabile ricerca del piacere materiale.
Purtroppo, nel nostro paese, sono molto carenti le strutture sociali, che spesso non si rilevano confacenti alla mena accoglienza della popolazione della cosiddetta “III” età, un dato sconfortante, visto che oggi un italiano su cinque ha superato i 60 anni.
Quindi vi è innanzitutto il predominare di una lenta e progressiva emarginazione, dolorosa e reale che è di origine interiore e deriva dal fatto che nessuno, si pone in ascolto di queste persone.
Questa deleteria situazione fa si che essi non riescano ad esprimere i loro sentimenti, portandoli verso un mondo dove l’ansia, la paura e la solitudine sono gli elementi predominanti di questa tragica condizione di vita.
Capita spesso di incontrare nelle città, dei volti scavati spesso sofferenti che camminano lentamente per le strade più tranquille, facendo intravedere una forte malinconia, costernati da un’aria mesta ben rappresentando una rassegnazione evidente e un senso di calma apparente.
Ecco per me questi sono i veri anziani, uomini che superata la soglia dell’ottantesimo anno d’età hanno la consapevolezza di avere pochi anni a disposizione, ma anche la certezza di pensioni modeste sempre più taglieggiate da uno stato ingrato, di una salute fisica in continuo declino evidenziando così un universo sconosciuto a tanti ma che è quotidianamente davanti ai nostri occhi.
Allora credo sia necessario documentarsi sulla situazione degli anziani, cercando di comprendere le loro molteplici esigenze e, aiutandoli quindi dove possibile a recuperare quanto di buono c’è ancora in loro, a svolgere un ruolo attivo nella società a favore di altri più bisognosi, assistendoli non solo nei casi di inidoneità fisica, ma ancor di più dove necessitano la parola, l’affetto e la compagnia con più presenza dei famigliari.
Tutti questi comportamenti devono essere una regola di vita per ognuno di noi, proprio per tutelare il nostro futuro e dare un insegnamento alle generazioni che verranno.
La famiglia dovrà riappropriarsi del proprio ruolo e i governi dovranno ridistribuire la ricchezza e gli aiuti sociali durante tutta la vita dei cittadini.
Certo è che se la storia degli antichi popoli ci ha tramandato questi valori, una nazione civile e libera come la nostra ha il dovere etico e culturale di rispettarli.
Torniamo come una volta dove gli anziani avevano un ruolo importante nella famiglia.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 30/07/2012 alle ore 11:43:42
Sabato ho fatto un giro per raccogliere un po’ di funghi nei boschi di Oltris, sono rimasto allibito di come è il bosco in questo periodo, sembra di stare in piazza a Udine . Certo tutti possono andare non è vietato, alcune norme di buon senso, ma anche di buona educazione, secondo me è necessaria ed importante, quali :
• Se alcune specie di funghi non sono conosciute non toccatele , non dategli dei calci lasciatele nel terreno qualcuno che conosce i funghi potrebbe essere interessato, anche se velenosi servono al sistema;
• I funghi raccolti , vanno puliti, per togliere terriccio e foglie , lasciare cadere questi frammenti, perché possono contenere spore e pezzetti di micelio che il terreno è ben lieto di accogliere, e vanno deposti nel cestino non in borse di nailon .
• Limitarsi a prendere gli esemplari adulti: lasciare sul posto quelli troppo piccoli o vecchi, che presentando caratteri botanici incompleti od alterati si prestano ad errori di classificazione.
• Non trasformare i prati in parcheggi per auto, danneggiando la vegetazione, o andare con le moto in tutti i sentieri .
• Non abbandonare carte, bottiglie e lattine vuote: il bosco è un complesso ecosistema regolato da delicatissimi equilibri naturali che vanno attentamente salvaguardati, ho preso su una borsa di immondizie.


Impariamo ad osservare, ammirare e amare i funghi, come qualsiasi altro elemento della natura: camminare per i boschi è piacevole, rilassa e ritempra lo spirito.

Giovannino Bearzi

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