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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 08/10/2010 alle ore 16:52:06
Oltris
Raccolta di storie, aneddoti, usi, costumi, con foto, canzoni e tutto quello che è possibile ritrovare delle tradizioni. Segnalazioni da amici sparsi in tutto il mondo, qualche chicca dagli altri paesi che ci leggono. Con il contributo di tutti quelli che vogliono raccontare storie e culture che stiamo perdendo, dimenticando o abbandonando. Per non perdere la memoria della nostra infanzia, dell' infanzia dei nostri genitori e dei nostri nonni e delle persone che conosciamo.
Quante cose sono andate perdute a Oltris, ma riusciamo a recuperarle fare un museo . sono passato ieri presso il mulino di Mina e Massimo, che desolazione tutto demolito, non contesto questo perché era pericolante, ma è possibile che non si abbia pensato il recupero. Il laboratorio di Ermes andato distrutto si è tanto parlato i risultati si vedono. Cosi si sta perdendo un po’ tutta la storia dei nostri nonni che con il sudore hanno creato un borgo così interessante. Ma non si può fare niente per recuperare la storia del nostro paese, non so trovare una casa e volontariamente rimetterla a posto e fare un museo ristretto ma vivibile dove ognuno porta qualcosa , dove troverai poi i ricordi del passato. Io ho tanto materiale lo metto a disposizione della comunità.
Dite la vostra , ma ditela e scrivetela ,grazie

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 07/10/2010 alle ore 14:13:12
Riflessioni di vita
La vita ci mette sempre alla prova, abbiamo sempre degli ostacoli da affrontare, e c'è chi si tira indietro e chi, invece, resiste e continua a camminare faticosamente per la sua strada, sapendo, che deve affrontare, molti pericoli e che alcune volte le cose non vanno come le avevi programmate, bisogna fare delle scelte che costano caro, che dopo ti fanno stare male, che pensi siano sbagliate ma le fai lo stesso! E’ questo quello che conta! Le esperienze che noi riteniamo negative che ci fanno soffrire, che ci fanno stare male da impazzire, sono quelle che ti aiutano a vedere la realtà! Sono quelle che ti fanno maturare e che ti fanno capire che non puoi sempre contare su qualcuno che ti aiuti perché poi ti ritrovi solo, e bisogna avere fiducia e contare solo su se stessi! E devi pensare sempre che ce la puoi fare e non arrenderti e farti abbattere al primo ostacolo che ti si presenta! Anzi devi farti valere e lottare per ciò che vuoi! La vita è un lotta continua e solo il più forte e il più astuto può vincere mentre gli altri non sopravvivono o se lo fanno, vivono nei ricordi! L'unica cosa che vi dico è questa: lottate per ciò che volete e non lasciate mai che qualcuno o qualcosa vi sconfigga e contate solo sulle vostre forze! Vedrete che poi tutto questo sarà utile in futuro e potrete far si che ciò che avete già vissuto non riaccada!

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 06/10/2010 alle ore 23:56:44
Si è vero tra i mali di questa società (cosiddetta) moderna ci sono molte lagune che ci portano a pensare al passato paragonandolo al nostro presente cercando di capire il perchè di questo mondo difficile da vivere dove tutto è finalizzato a far soldi con ogni mezzo senza tanti scrupoli e ripensamenti,dove la persona vale meno di niente,pur di raggiungere lo scopo,è un brutto mondo e vero,ma la società siamo NOI e NOI decidiamo cosa fare e non fare (in termini generali) nella nostra vita e siamo sempre NOI a darci uno stop in talune situazioni creatasi nella esistenza di ogni individuo,ed è in situazioni critiche che prevale il carratere la personalità il propio IO di ogni persona,non è vergogna cadere col culo per terra ma è lodevole chi sa alzarsi e continuare la propia strada non ripetendo gli errori comessi di sicuro non cadrà più.

un codon
   Messaggio inviato il 06/10/2010 alle ore 19:23:18
Cari paesani , vi ricordate quelli più vecchi che per tradizione in piazza a Oltris circa 50 anni fa si faceva la festa delle castagne....
perchè non ripristinarla...

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 03/10/2010 alle ore 19:15:58
La Castagna
Tipicamente autunnale, la castagna prende il suo nome da quello di un’antica città della Tessaglia, regione settentrionale della Grecia, che sorgeva al centro di estesi castagneti. In Europa ne parlò per primo Senofonte, nel IV secolo a.C. definendo il castagno come albero del pane. In seguito Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio descrissero il consumo e la coltivazione delle castagne.
In passato le castagne erano considerate un dono preziosissimo della natura perché potevano sfamare negli inverni più rigidi, si conservavano a lungo, si prestavano a moltissime ricette e addirittura venivano usate come moneta di scambio. I boschi venivano tenuti puliti proprio in attesa della loro caduta, e la raccolta era uno dei momenti più vivaci e allegri delle comunità montane.
Oggi abbiamo perso questa tradizione e con essa il vero valore di questo frutto che dal punto di vista nutrizionale può essere paragonato ad un cereale per la quantità di carboidrati che contiene. Un errore infatti comune è quello di consumare le castagne nei momenti di pausa, ad esempio a merenda sotto forma di caldarroste, dimenticandosi che un etto di castagne è l’equivalente di un piatto di pastasciutta.
Le loro proprietà nutrizionali sono eccezionali: sono ricche di sali minerali, oligoelementi e vitamine; i loro zuccheri complessi (i carboidrati) sono più digeribili di quelli dei cereali; sono energetiche, combattono le affezioni epatobiliari e intestinali, le malattie renali, le affezioni alle ossa, le alterazioni nervose e muscolari, sono lassative, antisettiche e aiutano il sistema circolatorio.
Il modo migliore per consumarle è come portata principale del pasto. Sono ottime sia bollite con l’aggiunta di cannella e zenzero, oppure di qualche erba aromatica, sia saltate sulla fiamma (le caldarroste). Possono essere accompagnate da verdure crude e cotte di stagione, mentre è meglio evitare altri carboidrati nello stesso pasto, come il pane o un cereale cotto.
Diverse persone sostengono di non poterle mangiare perché gonfiano la pancia e irritano l’intestino. Questo è vero perché vengono sempre consumate nei momenti sbagliati, a merenda oppure a fine pasto. Così facendo, le castagne facilmente fermenteranno nello stomaco dando origine a gas e gonfiori.
Con le castagne secche si può ottenere una farina particolare – che può anche essere acquistata nei negozi alimentari – con cui preparare un dolce molto conosciuto: il castagnaccio. La stessa farina può essere usata la mattina da colazione, come crema cuocendola una ventina di minuti in acqua, un po’ come nella preparazione del semolino, aggiungendo alla fine del miele o del malto per dolcificare a piacere. Infine, anche la preparazione dei dolci beneficerà dell’aggiunta di questa farina. Innumerevoli sono quindi le ricette disponibili, dai gnocchi alla polenta, dalle frittelle alle torte.
Le castagne sono buonissime nelle minestre di verdure, al posto del pane o della pasta, e accompagnano bene ogni tipo di pietanza, purché si abbia l’accortezza di non consumare insieme cibi molto proteici, come carne, pesce, formaggi e uova, perché questi impediscono la corretta digestione dei carboidrati contenuti nelle castagne, con la conseguente fermentazione degli zuccheri.
Infine, le castagne vanno benissimo per i bambini piccoli perché sono più digeribili dei carboidrati dei cereali, purché si facciano cuocere a lungo.
Dove trovare le castagne?
Verrebbe ovviamente da rispondere nei negozi, ma attenzione! Prima di tutto, è facile che troverete castagne provenienti dal Piemonte, dalla Toscana o peggio dall’estero, e non quelle friulane, per il principio economico secondo il quale più la merce viaggia, più persone guadagnano. Difatti, facilmente le castagne friulane saranno vendute in qualche regione lontana…
In secondo luogo, per evitare che queste facciamo i vermi vengono spruzzate con prodotti chimici antivermifughi che ovviamente finiscono nei nostri piatti!
Infine, il costo elevato non corrisponde al valore del bene che state acquistando, perché la coltivazione e la raccolta di questi frutti è relativamente economica.
Da diversi anni con la mia famiglia ho preso l’abitudine di andare per castagne nei nostri boschi; ormai non c’è quasi più nessuno che vada a raccoglierle, per cui non si rischia sovraffollamento… semmai, si passa una meravigliosa giornata nel silenzio della natura e nella bellezza di questi boschi che si preparano per l’autunno.
Come conservarle? Esiste un metodo semplice ed economico. Ci si attrezza con dei secchi grandi e si immergono subito le castagne raccolte. Quelle che immediatamente galleggiano hanno il verme e vanno buttate via.
Le altre si lasciano per 7 giorni, cambiando l’acqua una volta al giorno, ed eliminando quelle che potrebbero emergere (che sono comunque pochissime).
Alla fine, si asciugano all’aperto e si mettono in cassette in un luogo ben aerato.
In questo modo, dureranno per mesi, diventando progressivamente più secche, ma anche più gustose.
Un metodo alternativo, però più complesso, consiste nel costruirsi un essiccatoio in modo da essiccarle velocemente e conservarle così.
In conclusione, ancora una volta madre natura ci offre un dono di grande valore facilmente disponibile, e soprattutto un’occasione per passare una piacevole giornata a contatto con le forze della vita.

Utente anonimo

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