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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 03/10/2010 alle ore 19:15:58
La Castagna
Tipicamente autunnale, la castagna prende il suo nome da quello di un’antica città della Tessaglia, regione settentrionale della Grecia, che sorgeva al centro di estesi castagneti. In Europa ne parlò per primo Senofonte, nel IV secolo a.C. definendo il castagno come albero del pane. In seguito Marziale, nel I secolo a.C., e poi Virgilio descrissero il consumo e la coltivazione delle castagne.
In passato le castagne erano considerate un dono preziosissimo della natura perché potevano sfamare negli inverni più rigidi, si conservavano a lungo, si prestavano a moltissime ricette e addirittura venivano usate come moneta di scambio. I boschi venivano tenuti puliti proprio in attesa della loro caduta, e la raccolta era uno dei momenti più vivaci e allegri delle comunità montane.
Oggi abbiamo perso questa tradizione e con essa il vero valore di questo frutto che dal punto di vista nutrizionale può essere paragonato ad un cereale per la quantità di carboidrati che contiene. Un errore infatti comune è quello di consumare le castagne nei momenti di pausa, ad esempio a merenda sotto forma di caldarroste, dimenticandosi che un etto di castagne è l’equivalente di un piatto di pastasciutta.
Le loro proprietà nutrizionali sono eccezionali: sono ricche di sali minerali, oligoelementi e vitamine; i loro zuccheri complessi (i carboidrati) sono più digeribili di quelli dei cereali; sono energetiche, combattono le affezioni epatobiliari e intestinali, le malattie renali, le affezioni alle ossa, le alterazioni nervose e muscolari, sono lassative, antisettiche e aiutano il sistema circolatorio.
Il modo migliore per consumarle è come portata principale del pasto. Sono ottime sia bollite con l’aggiunta di cannella e zenzero, oppure di qualche erba aromatica, sia saltate sulla fiamma (le caldarroste). Possono essere accompagnate da verdure crude e cotte di stagione, mentre è meglio evitare altri carboidrati nello stesso pasto, come il pane o un cereale cotto.
Diverse persone sostengono di non poterle mangiare perché gonfiano la pancia e irritano l’intestino. Questo è vero perché vengono sempre consumate nei momenti sbagliati, a merenda oppure a fine pasto. Così facendo, le castagne facilmente fermenteranno nello stomaco dando origine a gas e gonfiori.
Con le castagne secche si può ottenere una farina particolare – che può anche essere acquistata nei negozi alimentari – con cui preparare un dolce molto conosciuto: il castagnaccio. La stessa farina può essere usata la mattina da colazione, come crema cuocendola una ventina di minuti in acqua, un po’ come nella preparazione del semolino, aggiungendo alla fine del miele o del malto per dolcificare a piacere. Infine, anche la preparazione dei dolci beneficerà dell’aggiunta di questa farina. Innumerevoli sono quindi le ricette disponibili, dai gnocchi alla polenta, dalle frittelle alle torte.
Le castagne sono buonissime nelle minestre di verdure, al posto del pane o della pasta, e accompagnano bene ogni tipo di pietanza, purché si abbia l’accortezza di non consumare insieme cibi molto proteici, come carne, pesce, formaggi e uova, perché questi impediscono la corretta digestione dei carboidrati contenuti nelle castagne, con la conseguente fermentazione degli zuccheri.
Infine, le castagne vanno benissimo per i bambini piccoli perché sono più digeribili dei carboidrati dei cereali, purché si facciano cuocere a lungo.
Dove trovare le castagne?
Verrebbe ovviamente da rispondere nei negozi, ma attenzione! Prima di tutto, è facile che troverete castagne provenienti dal Piemonte, dalla Toscana o peggio dall’estero, e non quelle friulane, per il principio economico secondo il quale più la merce viaggia, più persone guadagnano. Difatti, facilmente le castagne friulane saranno vendute in qualche regione lontana…
In secondo luogo, per evitare che queste facciamo i vermi vengono spruzzate con prodotti chimici antivermifughi che ovviamente finiscono nei nostri piatti!
Infine, il costo elevato non corrisponde al valore del bene che state acquistando, perché la coltivazione e la raccolta di questi frutti è relativamente economica.
Da diversi anni con la mia famiglia ho preso l’abitudine di andare per castagne nei nostri boschi; ormai non c’è quasi più nessuno che vada a raccoglierle, per cui non si rischia sovraffollamento… semmai, si passa una meravigliosa giornata nel silenzio della natura e nella bellezza di questi boschi che si preparano per l’autunno.
Come conservarle? Esiste un metodo semplice ed economico. Ci si attrezza con dei secchi grandi e si immergono subito le castagne raccolte. Quelle che immediatamente galleggiano hanno il verme e vanno buttate via.
Le altre si lasciano per 7 giorni, cambiando l’acqua una volta al giorno, ed eliminando quelle che potrebbero emergere (che sono comunque pochissime).
Alla fine, si asciugano all’aperto e si mettono in cassette in un luogo ben aerato.
In questo modo, dureranno per mesi, diventando progressivamente più secche, ma anche più gustose.
Un metodo alternativo, però più complesso, consiste nel costruirsi un essiccatoio in modo da essiccarle velocemente e conservarle così.
In conclusione, ancora una volta madre natura ci offre un dono di grande valore facilmente disponibile, e soprattutto un’occasione per passare una piacevole giornata a contatto con le forze della vita.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 30/09/2010 alle ore 12:34:47
“Che tu ci creda o no, hai comunque ragione”.
H. Ford

“Tutto quello che siamo è il risultato di ciò che abbiamo pensato”.
Buddha

“L’immaginazione è tutto”.
Einstein

Essere liberi è racchiuso in queste tre frasi,invece io ritengo che comunque la Felicità vuol dire? aprire gli occhi e poter ancora sognare... alzarsi sempre con il buon umore o aver sofferto ma trovato l'amore... felicità vuol dire...? una salita eterna condita da molto sudore che segue una discesa che dura un istante... felicità vuol dire...? lo so che non bastano le mortali parole... ma anche dopo un infinito soffrire... l'importante non è aver vissuto, ma aver trovato l'amore.

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 29/09/2010 alle ore 23:30:28
Sarà anche banale ma la felicità per mè è circoscritta in sole due parole ESSERE LIBERI di vivere la propia vita come ci pare nel migior modo possibile rammentando sempre che non abbiamo una seconda--terza-o quarta vita abbiamo solo questa cerchiamo di godercela un pò. auguri a tutti

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 27/09/2010 alle ore 19:07:37
Nonni
Non è una scelta quella di essere nonni. Si può decidere quando essere genitori, ma quando essere nonni proprio no. Dipende dai nostri figli, dalle loro scelte, dalle loro esigenze, dalle diverse variabili che definiscono la vita di ciascuno. Eppure, a differenza di tutte le altre “scelte obbligate”, diventare nonni è, quasi sempre, una “meravigliosa imposizione”. Perché il rapporto che nasce tra un nonno e il suo nipotino è davvero qualcosa di speciale. Tanto speciale da far dimenticare in un istante tutti i dubbi e le difficoltà legati all’avanzare dell’età.......modo di dire , noi siamo due giovani nonni.
Quando l’altro giorno siamo stati informati dalla mia futura Nuora e da mio Figlio che tra qualche mese diventiamo nonni la nostra gioia è stata immensa. Di notte che non dormiamo che bello un nipotino. Tanti pensieri ci sono volati per la mente , e questi nostri pensieri li voglio condividere con voi tutti che leggete :
Essere nonni vuol dire... accorgerti che qualcuno, gratuitamente, ti sta regalando il lifting al cuore.

Essere nonni vuol dire che...in casa dei nonni si salta, si canta, si balla, si gioca, si coccolano bambini perché per fortuna ora sono i genitori a dover essere severi.

Essere nonni vuol dire...ricominciare a giocare. Ricominciare a sognare, ricominciare a crescere.

Essere nonni vuol dire... avere un cuore per amare tanto, una pazienza che non ha fine, due braccia aperte pronte a coccolare e consolare, e un sorriso per incoraggiare, rasserenare e rassicurare.

Essere nonni vuol dire...avere finalmente la libertà di comportarsi come un bambino.

Essere nonni vuol dire...non avere più capelli, non avere tutti i denti ma sentire nell'animo tanta voglia di vivere e serbare nel cuore per tutti i propri cari tanto amore.

Essere nonni vuol dire... trovare sempre tempo per ascoltare condividere e giocare inventar favole e coccolare sorridere e anche un po' viziare.

Essere nonni vuol dire....avere un nipotino che non piange quando gli si rompe un giocattolo perché "tanto aggiusta il nonno...!"

Essere nonni vuol dire...vedere il futuro con ottimismo e il passato con ironia.

Essere nonni vuol dire... avere la fortuna di poter fare il lavoro piu' bello del mondo, gratificato dai sorrisi piu' piccoli e sinceri.

Essere nonni vuol dire...aver aggiunto vita agli anni e non anni alla vita.

Essere nonni vuol dire...avere finalmente la libertà di comportarsi come un bambino.

Essere nonno vuol dire..giocare con la play station!

Essere nonni vuol dire...nascondere una impertinente lacrima di commozione nel sentire: "Nonno, ti voglio tanto bene".

Essere nonno vuol dire...donare saggezza e ricevere allegria.

ecco questo ti dona un nipotino

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 25/09/2010 alle ore 11:59:08
MI PIACE MOLTO CHE NELLE PAGINE DI QUESTO SITO SI POSSANO LEGGERE MESSAGGI PREGNANTI DI SIGNIFICATI PROFONDI.
QUALCOSA SI STA MUOVENDO ED E' SEMPRE PIU' FORTE L' INTERESSE O LA RI-SCOPERTA DI MOLTI PER QUESTO MAGICO BORGO.
UN SALUTO AFFETTUOSO A TUTTO IL PAESE. M.ELENA

MARIA ELENA

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