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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 17/02/2011 alle ore 13:55:05
Ciao a tutti, sono finita in questo sito digitando "oltris" su google in uno di quei momenti in cui i pensieri frullano cercando un posto tranquillo dove fermarsi un attimo a trovare pace.
Oltris è il paese di origine della famiglia di mio padre, ma non ci vive più nessuno dei parenti, ci sono stata un paio di volte attratta dalla curiosità di scoprire da dove vengo un po' anch'io: sembra di entrare in una favola, le stradine acciottolate, i balconi fioriti e quel profumo di polenta che ho sentito una domenica mattina nella piazzetta.
Volevo solo trovare qualche foto ed invece che bella sorpresa!

Così ho girovagato un po' tra i vari argomenti e poi ho deciso di lasciare un saluto e nel contempo fare una piccola indagine.

In occasione di una delle mie visite ad Oltris, il parroco di Ampezzo mi aveva dato il permesso di curiosare nei registri della parrocchia per scoprire chi erano stati i miei nonni e bisnonni. Ero riuscita a risalire fino ad un certo punto nel passato e ancor più mi si era accesa la curiosità.
Se qualcuno che mi legge avesse avuto la mia stessa curiosità magari potrebbe rispondere a qualche domanda che mi è rimasta in sospeso.

Dunque, riguardo il mio alberello genealogico:
- il mio nonno paterno era Orlando Burba nato il 31/04/1888 da Antonio e Marianna Strazzaboschi, che ebbero altri 5 tra figli e figlie.
- Antonio mio bisnonno era nato il 13/06/1858 da Amedeo (Calì) e Maria Taddio. Questi ebbero un altro figlio Valentino (Boul o Borl) e Petro (Meo)
- Amedeo trisnonno era nato da Antonii (Calì) e Domenica Mainardis il 16/04/1821. Domenica era probabilmente di Teor.

Mi incuriosiscono i soprannomi, qualcuno sà a cosa si riferivano?
Che collegamento c'era con Teor?
Su "I diari di Oltris" di Amelia Burba che raccontano del periodo della prima guerra mondiale, si fa accenno a dei parenti che abitavano a Teor, mio nonno Orlando e suo frtello Alfredo dopo essere rientrati dalla Francia, prima dello scoppio della seconda guerra mondiale, dove erano emigrati si stabilirono a Teor.

A quando risalgono i primi insediamenti di Burba a Oltris? Si sà da dove provenivano?

Grazie a chi vorrà rispondermi.
Mandi

Patrizia
   Messaggio inviato il 15/02/2011 alle ore 07:47:40
Riflessioni sulla famiglia
I bambini hanno le idee chiare,da una ricerca che mi è passata per le mani , letta sul giornale della Lufthansa, è emerso che desiderano un padre “gallo” e non “chioccia” che non travalichi le proprie competenze, mantenendo una diversità e complementarietà con la madre, evitando una confusione di ruoli. Certo che la vita è strana. È un momento storico in cui tutto viene rimesso in discussione. Più che di famiglia, ormai si parla di famiglie: all’ordine del giorno troviamo il riconoscimento delle coppie omosessuali, su cui si scontrano quasi quotidianamente destra e sinistra, cristiani e laici. Vari Paesi già ammettono legalmente questo nuovo tipo di famiglia, e la prossima frontiera, stando al articolo da me letto ,è la legalizzazione dell’incesto, in seguito al caso (raro, va detto )di due fratelli che non si erano mai conosciuti, e che si sono incontrati come due perfetti estranei dopo vent’anni.
E poi, anche nella famiglia ordinaria, sono fluide, per dirla in maniera elegante: mamme che lavorano, papà che lavorano, figli da soli. D’altronde per molti la carriera è un richiamo insopprimibile, e il problema si pone.
In questo bailamme, dove i luminari si scontrano nell’interpretazione delle nuove dinamiche familiari e sociali, sono i bambini a darci un’indicazione illuminante. E cosa ci dicono? Ci dicono che vogliono un papà che faccia il papà, e una mamma che faccia la mamma. Se ne fregano di quel che dicono e scrivono i sociologi, gli psicologi, i politici, i sostenitori delle pari opportunità: vogliono una famiglia “normale”, nel senso più antico, tradizionale, banale, scontato del termine. Sono insensibili ai richiami del progresso, alle evoluzioni politiche, alle contorsioni e ai distinguo dei benpensanti. Vogliono una famiglia. Mamma e papà: non si pongono il problema se potrebbe andar meglio con altre formule. E, in questo contesto terribilmente conservatore vogliono qualcosa di ancora più banale: una mamma che sia mamma, complice, accomodante, capace di mettere una buona parola con il papà quando qualcosa non va. Una mamma che stia con loro, non una mamma manager. E un papà che sia capace di fare il papà, che dia sicurezza ed esempi, un eroe (almeno fino a quando non crescono). Questa è la famiglia che i bambini vorrebbero. Ma tutto quel che è successo non li ha impressionati: i bambini non vogliono una famiglia moderna, piena di effetti speciali, aperta a tutte le prospettive. Vogliono solo una famiglia.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 10/02/2011 alle ore 21:00:17
Di certo è che leggere i tuoi messaggi esalta lo spirito verso un infinito radioso di gioia e tanta felicità

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 25/01/2011 alle ore 16:34:38
Ciao lettori, ciao “ codons”
Vedo con piacere che più di 100 persone al giorno visitano il nostro sito. adesso faccio alcune riflessioni come si vuol dire a voce alta:A a me piace scrivere , viaggiando molto ho tempo per riflettere e nelle ore di volo o di viaggio scrivo, quando rientro a casa poi vi intaso per un po’ il sito, di riflessioni, articoli , storie ecc. Sinceramente mi piacerebbe che tutti voi scriviate qualcosa , perché so che anche voi avete qualcosa da raccontare , qualcosa sui vostri cari, storie di vita , ricette , aneddoti. Quando incontro qualcuno di voi per strada o nell’osteria mi raccontate che vorreste scrivere però siete titubanti per paura di non fare le cose bene. Sono tutte balle, vi ricordo che ognuno è libero di avere le proprie idee e divulgarle, io penso che per comprendere le dinamiche della blogosfera, bisogna prima di tutto viverla , bisogna leggere ma poi scrivere e dire la sua, nessuno di sicura si permetterà di criticare ciò che voi esprimete . Se non si è mai scritto un commento o un articolo o delle osservazioni sui blog , come si può capire cosa passa nella testa dei nostri lettori? O dei nostri futuri scrittori? Se non viviamo le difficoltà della lettura dei post degli altri, come possiamo migliorare i nostri? Per far sì che gli altri stiano bene con noi, dobbiamo noi per primi stare con gli altri. No, non era un guru che lo diceva o un filosofo, o un consulente web? è Giovannino che vi sprona non solo a leggere ma a scrivere, non vergognatevi nel firmare .
Con affetto

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 23/01/2011 alle ore 17:22:44
IL MODO DI USARE I TERMINI OGGI
Voi lettori del sito cosa ne pensate di come vengono usare le parole da noi italiani, dove per dire una professione cambiamo il significato. E allora tutti bravi a ricorrere il giro di parole, poi abbiamo preso piede nel scrivere e parlare con termini stranieri che alle volte non conosciamo il significato oppure le usiamo o li usiamo male .
Attenzione non voglio fare polemica è solo per fare delle precisazioni, di come siamo fatti noi, tutto li.
Esempio:
il termine: "invalido". Invalido era una parola "nobile", circondata da rispetto e comprensione. Una volta, c’erano i monumenti all’invalido, c’erano i posti riservati sugli autobus e i parcheggi erano rispettati solo per loro……. poi, improvvisamente è diventata una parola vergognosa, da non pronunziare. L’invalido è passato attraverso diverse e sempre più stupide denominazioni: è diventato "handicappato", poi "disabile", poi "diversamente abile". Non parliamo poi del resto! Il sordo è un "non udente"; il cieco è un "non vedente"; l’infermiere, anche se magari è un semplice portantino, è un "paramedico"; il netturbino "un operatore ecologico". La cameriera (antica denominazione delle case signorili) è ora la "collaboratrice familiare", anzi, poiché il termine era troppo lungo è stato abbreviato nell’orrendo "colf".
potrei andare avanti , va be’ voi direte, ma in fondo sono forme cortesi, di educazione .
io dico ,come cambia il mondo………………………

Giovannino Bearzi

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