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Libro degli Ospiti
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Messaggi presenti: 589 - Pagina 94 di 118
   Messaggio inviato il 13/04/2010 alle ore 07:55:33
Libertà di parola e rispetto per gli altri, scusate se sottolineo questi aspetti , però è da un po’ di tempo che diversi di voi segnalano il fatto che chi scrive non si firma, e quindi io direi che :
"BON TON PER NAVIGATORI"
Navigare in internet è facile e in rete, ormai, si trova qualunque cosa. Il bello del web, però, sta prevalentemente nella possibilità di velocizzare i contatti: con pochi click di mouse e tastiera, infatti, si può comunicare con gente di ogni parte del mondo in tempo reale. Ultima moda dei navigatori sono i blog, i cosiddetti diari online, a metà tra il giornalismo fai-da-te e la narrazione di eventi personali, ma sempre, di partenza, ci deve essere la propensione al racconto da parte di chi li detiene.
Il racconto, a maggior ragione quello messo in rete, è sempre un “mettere in comune”, un “condividere” con altri. Nel caso dei blog - ma anche di molti altri siti come quello di Oltris che prevedono un certo margine di interattività - questi altri sono i soggetti che possono commentare i messaggi inseriti. Ed è proprio nei commenti che si trovano discorsi di ogni tipo, non sempre edificanti o attinenti con il messaggio originario, talvolta lasciati da persone che nemmeno si firmano, giocando sull’impunibilità dell’anonimato e facendosi scudo con la scusa della libertà di espressione.
Comportamenti di questo tipo si sono diffusi sempre di più e i maggiori portali hanno cominciato a porre delle misure di limitazione per cercare di tutelarsi, in alcuni casi introducendo obblighi di registrazione per poter accedere ai servizi offerti in altri casi prendendo le distanze con apposite scritte che segnalano la totale responsabilità dei singoli utenti per i messaggi lasciati o riservandosi la possibilità di eliminare i commenti giudicati non idonei o offensivi.
Le leggi che disciplinano il web sono ancora in alto mare; le denunce per i seccatori recidivi sono sempre possibili presso la polizia postale, anche quando questi non firmano i loro sproloqui ( ad oggi non è il nostro caso) , perché esistono dei numeri di identificazione di ogni computer connesso alla rete e sono ricostruibili i loro passaggi attraverso le tracce lasciate.
Eppure tutto questo non basta, forse, sarebbe il caso che i navigatori, in rete, rispettassero delle regole di comportamento basate sulla semplice buona educazione e sul buon senso, esattamente come si fa nella vita reale.
Eccone alcune elementari regole che secondo me andrebbero rispettate: .
a) E’ buona educazione firmare sempre ciò che si lascia scritto in uno spazio altrui, a maggior ragione se si tratta di una critica. Tutelare la propria privacy non vuol dire scrivere da anonimi, perché è scorretto nei confronti di chi riceve il commento.
b) Prestare la massima attenzione a ciò che si lascia scritto e al tono che il messaggio potrebbe assumere. La parola scritta non è uguale alla parola pronunciata: ciò che un utente può scrivere con una certa intenzione, può facilmente essere interpretato con un senso diverso e creare incomprensioni.
Insomma, libertà di espressione non significa poter scrivere qualunque genere di cosa, tanto più negli spazi non propri e porsi delle regole non è una forma di censura, ma un semplice senso del buon gusto, della buona educazione e del rispetto verso gli altri frequentatori della rete.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 12/04/2010 alle ore 18:01:39
cara Rosanna non vedi? è facoltativo

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 10/04/2010 alle ore 20:52:56
perchè molti navigatori del sito non firmano il loro messaggio?ciao

rosanna
   Messaggio inviato il 09/04/2010 alle ore 08:27:54
La luce del futuro, sarà il benessere della vita

Quali saranno le sfide le il nostro pianeta si troverà ad affrontare nell'immediato futuro? Fino a quale punto dell'universo può arrivare il nostro sguardo? Perché il fascino di un cielo stellato accomuna tutti i popoli e tutte le culture? E ancora, in che modo la tecnologia LEDs è destinata a rivoluzionare la nostra vita quotidiana? Quando... Come... Perché... Tutto il sapere di cui dispone il genere umano ha avuto inizio con domande anche piuttosto semplici; la curiosità non è stata solo la chiave del progresso e dello sviluppo, ciò che ha consentito alla nostra specie di superare i propri limiti, ma è soprattutto la caratteristica peculiare della vita, quella scintilla in bilico tra sogno e pensiero razionale che permette a tutti gli esseri viventi di imparare e migliorare.

E' intorno a questo concetto dovremo lavorare adesso per un futuro migliore più vivibile , la luce è segno di vivibilità e buon umore.

Ci sono aziende in Carnia , che hanno questa filosofia : la luce deve sposarsi e quindi vivere con architettura e quindi deve essere parte unica con gli ambienti per illuminare solo quando e dove serve senza esagerare, il lighting design di qualità di oggi deve affrontare temi urgenti, quali risparmio energetico, benessere visivo, funzionalità e futuro della luce, attraverso l’esperienza di lighting designer di tutto il mondo, che presentano i loro progetti di illuminazione, negli ambiti più svariati, dalle abitazioni alle chiese,dai palazzi pubblici alle scuole, dai parchi ai monumenti .Ma perché si parla tanto di lighting design? Innanzitutto perché “stiamo vivendo una rivoluzione in atto, caratterizzata dal passaggio della luce elettrica, come la centenaria lampada a incandescenza ormai in via d’estinzione (bandita dal 2011 dalla Finanziaria 2008 in linea con le Direttive europee) alla luce elettronica, come il Led (diodo a emissione luminosa). Il LEDs infatti per molti è la luce del futuro, per le sue prestazioni: ridotte dimensioni, lunga durata, risparmio energetico, fedeltà nella resa cromatica. Una sorgente personalizzabile, sia per colore che per intensità. E’ qualcosa di eccezionale sia per chi l’utilizza ma anche per chi progetta. Accanto all’evoluzione hi-tech, l’emergenza energetica: un buon progetto dell’illuminazione consiste infatti nel distillare la luce solo dove serve. Non solo ricerca tecnologica e risparmio energetico, ma anche benessere dell’uomo: un ambiente illuminato in modo errato può causare a lungo andare affaticamento visivo associato a uno stress psico-fisico. Durante il giorno l’uomo ha bisogno di un livello molto maggiore e di una gamma più ampia di spettro luminoso e durante la notte di un livello molto più basso di quanto prescrivono gli standard dopo il tramonto c’è sufficiente oscurità, ma la notte viene illuminata con una tale quantità di luce artificiale che ostacola il nostro recupero e il nostro riposo. Augurando così un ritorno all’alternanza luce/oscurità. Il rapporto tra luce e ambiente: la luce infatti deve essere adatta allo spazio, non avulsa o imposta. Deve integrarsi, senza scomparire. I vecchi edifici possono essere illuminati senza tradirne lo stile, anzi evocando il luogo e chi a suo tempo ha progettato l’architettura . Il tutto grazie a sorgenti luminose hi-tech,come il LEDs, che permette maggiori prestazioni a livello d’intensità e di colore. La qualità degli apparecchi luminosi è fondamentale ma non è tutto. Per raggiungere i più alti livelli di efficienza, il lighting design deve essere adattato al comportamento umano e alla destinazione d’uso degli edifici senza esagerare e strafare nel definire le cose, è sempre bisogno di una armonia cosi si può ottenere una illuminazione più adatta con un risparmio del 50% rispetto alle installazioni luminose tradizionali. Quindi Il progettista della luce è quindi una figura chiave, come l’architetto e il designer. È un professionista che deve sfruttare l’evoluzione tecnologica, non subirla, per migliorare la qualità della vita. Ma tutto ciò sembra ancora fantascienza, in un Paese come l'Italia, patria del Made in Italy, in cui la legge non prevede l’obbligo del lighting designer e tutto è affidato al caso.
Meditate sarà sicuramente il futuro e in Carnia per chi non lo sa c’è una piccola “Silicon Valley” preparata a questo a dare le risposte con fatti concreti sul futuro e la vivibilità delle nostre case e dell’ambiente in cui viviamo.

Giovnnino Bearzi
   Messaggio inviato il 08/04/2010 alle ore 23:21:52
La Vita è una bella favola da vivere come uno scherzo ,nel migliore modo possibile ,rammentando sempre che il primo dovere di una persona è di essere FELICE senza tanti problemi;come uno specchio ti sorride se tu gli sorridi.

Utente anonimo

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