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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 24/03/2010 alle ore 10:17:50
Ecco l’articolo pubblicato sul Messaggero Veneto di Domenica .

Ridare vita ai piccoli borghi montani .

Io sono nato, e vissuto tutta la mia giovinezza in un piccolo paesino di montagna , che è Oltris. Oltris e Voltois sono due perle di borghi , ma come questi due ci sono tanti altri ubicati sul territorio montano che secondo il mio modesto parere andrebbero tutelati come patrimonio di tutti, non voglio esagerare dall’UNESCO ma quasi. Perché dico questo? Adesso che sono diventato grande e guardo con orgoglio il passato ed il mio paese, penso che effettivamente queste realtà andrebbero valorizzate, per quello che sono stati, che sono nati prima dei grossi centri urbani; per la storia e le persone che hanno vissuto; per le tradizioni che hanno tramandato di generazione in generazione il gusto della vita; per l’ arte del passato e per quello che potrebbero dare ai nostri nipoti e ai figli degli stessi nel futuro. Quando dico questo, intendo valorizzare non solo il mio paesino ma tutti i borghi che hanno un significato storico, una caratteristica architettonica da salvaguardare, usi e costumi e tutelare chi ancora ci vive . Ad oggi, per far fronte a questo problema, diffuso sul tutto il territorio montano, ci sono poche iniziative, con scarse modalità di intervento, che tentano di darsi un obiettivo: invertire la tendenza che negli ultimi anni ha portato ad un progressivo spopolamento, quando non al completo abbandono del borgo stesso.
La valorizzazione di un luogo antico riguarda innanzitutto il restauro strutturale degli edifici che lo costituiscono, ma significa anche “adottare” la comunità che lo abita, facendosi in qualche modo carico delle sue esigenze. Affinché l’autoctono possa crescere grazie al contributo e alla partecipazione della comunità a cui è legato e quindi è necessario interventi mirati a salvaguardia di questi borghi.
Per quanto riguarda però l’aspetto più complesso del processo di recupero, cioè quello che oltre a rifunzionalizzare spazi ed edifici è necessario interviene anche sulle attività e le tradizioni, gli esempi nel nostro Paese sono ancora pochi. Tutti perlopiù riconducibili ad iniziative di privati cittadini, per di più cittadini che vengono dalla città acquistano le case ormai abbandonate e vengono a passare le ferie. Va bene in parte anche questo , ma secondo me i nostri legislatori dovrebbero mettere mano a leggi appropriate per salvaguardare il borgo , per evitare che si facciano scempi architettonici, per evitare che le auto circolino all’interno delle stradine e in particolare incentivare per riportare le strutture al vecchio splendore degli architetti di una volta che erano i nostri nonni che avevano imparato l’arte facendo l’emigrante stagionale. Ecco fatto, questo bisogna pensare ad un progetto che preveda di rivitalizzare le attività dei borghi, ripristinando le tradizioni gastronomiche ed artigianali tipiche di una volta , questo vorrebbe dire dare linfa vitale di un patrimonio culturale ed economico abbandonato negli anni cinquanta che man mano è stato sottostimato e con il passare degli anni ha perso i valori portando l’abbandono del territorio. Questo vuol dire permettere di ripristinare le vecchie trattorie o osterie in modo che chi ci abita abbia un riferimento di aggregazione e come pure il turista abbia la possibilità di ristoro e tentare di rimettere in piedi le vecchie strutture artigiane che in ogni borgo c’erano, il mulino , il fabbro, il falegname , l’intagliatore e chi faceva le gerle ecc .
Concludendo, vorrei che tutti gli attori dello sviluppo, che siano coscienti e che abbiano in mente questa considerazione comune: evitare che la montagna e i suoi paesini ormai abbandonati siano considerati un “problema”, ma che tutto questo venga invece visto e vissuto come una “risorsa”, e come tale capace di attrarre al proprio interno potenziali di innovazione. E’ questa la visione che ci si deve sforzare di diffondere, sulla base di una diversa concezione dello sviluppo, meno permeata di riferimenti ad indicatori quantitativi e più attenta invece ai valori intrinseci del territorio. La valorizzazione delle risorse locali è infatti la molla che deve innescare i processi di attrazione di nuove risorse umane, nuovi saperi e nuovi comportamenti, attività pregiate e ad alto valore aggiunto, in modo tale da combattere più facilmente lo spopolamento, l'atrofismo delle attività economiche e dei servizi ed il conseguente abbandono del territorio e dell'ambiente

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 30/01/2010 alle ore 21:59:21
Era un po'di tempo che nn visitavo il sito e devo dire che le foto storiche che avete aggiunto sono davvero belle.
Aprofitto anche per dire (anche se un po un ritardo) Benvenuto piccolo Leon, e congratulazioni a mamma Jennifer e papà Claudio!!!
D'altronde anche Leon e un piccolo "Codon" e pertanto si merita questi auguri.

Antonella
   Messaggio inviato il 13/01/2010 alle ore 15:25:30
Ciao Rosalba, anche a me dispiace di non aver potuto conoscere la tua bimba, ma sara' per quest'estate, no? Quando finalmente si potra' uscire di piu' e godersi le belle giornate...Un bacione

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 12/01/2010 alle ore 13:49:31
BUON ANNO A TUTTI,l'ho finito e iniziato li a oltris per mia grande gioia,insieme a tutti i miei cari ,abbiamo cosi potuto far conoscere il nostro piccolo angelo CHIARA a quasi tutti,mi spiace non aver potuto veder la piccola eden,e leda,un bacio grande sarà per la prox volta. A PRESTO OLTRIS TI PORTO NEL CUORE

Rosalba B.da arenzano genova
   Messaggio inviato il 08/01/2010 alle ore 15:58:08
Ho visto le foto storiche dei codons...Noedo l'ora di mostrarle a mio padre Elio (Neto)dato che lo riconosco in parecchie foto. E' bellissimo vedere com'erano un po' di anni fa i miei compaesani, anche se devo dire che mi ha fatto un po' di nostalgia...Mi piacerebbe poter tornare indietro nel tempo e vedere con i miei occhi come si viveva perche' sono convinta che e' proprio vero che al giorno d'oggi abbiamo tutto, ma non abbiamo niente. Auguro a tutti coloro che amano Oltris un sereno 2010...

Leda

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