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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 10/05/2010 alle ore 10:46:08
Carabiniere vs Computer

Un carabinire si dirige verso la cassetta delle lettere, guarda dentro, richiude la porticina e rientra in casa. Qualche minuto dopo, esce di nuovo, va davanti alla cassetta delle lettere, ci guarda dentro, richiude la poticina, e rientra in casa. Il carabiniere ripete più volte questa sequenza fino a quando un vicino, che l'aveva visto, gli chiede incuriosito:"Dovrete attendere una lettera o un pacchetto molto importante oggi!" Ed il carabiniere:"No, è quel maledetto computer che mi dice sempre che c'è della posta per me!".

Malfunzionamenti auto

Due carabinieri sull'auto di servizio. Uno dice all'altro:"Credo che la freccia posteriore destra non funzioni bene...Scendi e controllala". L'altro carabiniere scende e si mette dietro l'auto. L'altro al volante gli chiede:"Allora? Funziona ora?" E quello da dietro risponde:"Ora si, ora no, ora si, ora no..."

Un carabiniere dice al commissario: attento a quel cemento Commissario: perchè Carabiniere: è armato

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 10/05/2010 alle ore 09:16:48
Historia magistra vitae.
La saggezza dei latini, padri della nostra cultura, ci viene in soccorso in questo momento in cui si è aperto uno sterile dibattito sull’opportunità o meno di celebrare una data rilevante per la nostra storia nazionale. La storia non si fa con i se o con i ma e neppure rileggendo politicamente, con gli occhi dell’ideologia, un periodo storico. Certamente la cosa più difficile è trascinare fuori dal dibattito storiografico, così caricato di visione di parte, la lettura degli eventi della vita di un popolo che normalmente giunge ai posteri scritta dai vincitori. La storia d’Italia è piena di letture forzate, di lacerazioni insuperate e probabilmente di tanta ignoranza che forse impediscono una serenità di adesione a quelli che dovrebbero essere i momenti di condivisione nazionale. E’certamente più difficile quanto più vicino è il momento storico a cui ci si riferisce, soprattutto se non si è fatta la giusta opera di analisi, di conoscenza, se vi
sono ancora pagine in ombra o negate, ma questo appare meno problematico quando si legge il trascorso del nostro popolo a distanza nel tempo. La storiografia ufficiale riconosce il 1861 come data della costituzione dello Stato Italiano e quindi dell’Unità politica d’Italia e questo va non solo conosciuto ma riconosciuto in particolare dalle istituzioni. Il Risorgimento fu un periodo di straordinaria vivacità culturale, sociale e politica. La feconda produzione letteraria, artistica, filosofica forma l’ossatura della nostra cultura nazionale e moderna ed ebbe, nel proprio
contemporaneo, un rilievo nei moti insurrezionale, nelle scelte della diplomazia italiana ed europea, nella formazione degli stati nazionali, per come li conosciamo ancora oggi e non può non essere conosciuta e celebrata. Pena una profonda ignoranza individuale, collettiva ed istituzionale. Il Risorgimento italiano venne certamente caricato di significato mitopoietico per la formazione di una coscienza nazionale, del senso di appartenenza al popolo italiano, ma altrettanto certamente e sotto l’aspetto più razionale e meno romantico, questo sentimento di italianità preesisteva al 1861 ed anzi lo determinò. Fu un fermento di italianità quella che portò borghesi ed aristocratici, militari e poeti, contadini e professori a combattere le cinque giornate di Milano che videro issati i tricolori in tutta la città e bruciate le case per impedire agli austriaci di rientrare nonostante la resa piemontese, o a partire in Mille da Quarto e vedere crescere le fila di “picciotti” e nobili siciliani uniti alle truppe di Garibaldi. Fu un sentimento di italianità quello che portò il piemontese Carducci, il veneziano Foscolo, il vicentino Zanella, il milanese Pellico a scrivere pagine straordinarie di letteratura patriottica. Fu un sentimento diffuso di italianità quello che fece diventare il grandissimo maestro Giuseppe Verdi simbolo per i patrioti d’Italia che scrivevano sui muri delle città “VIVA V.E.R.D.I.”diventato acronimo di Viva Vittorio Emanuele re d’Italia cantando l’aria del Nabucco “Và Pensiero sull’ali dorate”contro l’invasore austriaco per la loro amata Italia. Ed insieme animavano il dibattito filosofico e politico Gioberti, D’Azeglio, Confalonieri, Cattaneo, Cavour, Mazzini, liberali e neo guelfi, repubblicani e monarchici, federalisti e unionisti tutti nel nome dell’Italia. Si incendiavano con fogli clandestini e dibattiti carbonari gli animi di Milano, Venezia, Modena, Genova, Napoli, Catania, Palermo e la pontificia Roma. Questo fu il Risorgimento che già nella sua definizione tratta di una rinascita di un sentimento, di una tradizione che già era presente nella penisola italica. Quella latina, quella medievale, quella descritta da Dante e dai grandi poeti della lingua italiana che concorsero a comporre l’identità nazionale. E’quella identità che ci fa riconoscere nella nostra storia senza fratture o cesure, senza “salti”o rimozioni e che deve vederci consapevoli ed orgogliosi di quale straordinario patrimonio culturale siamo depositari. Ricordare l’Unità d’Italia pertanto non deve portare ad un dibattito sulla qualità della organizzazione statuale, ma a conoscere e celebrare una storia, la nostra, quella che ha portato ad avere un profondo senso di amore per la Patria. Un senso di appartenenza che sfilerà ancora una volta a Bergamo, città di confine della serenissima Repubblica, città della repubblica Cispadana (che rimosse i simboli veneti), città del nord per definizione, che si riempirà di tricolori e di italianità. Non si può discutere o spiegare cosa è l’Amore di Patria, ma come tutti i sentimenti è un fatto di educazione. Ci si educa alla conoscenza e al rispetto dei valori, della storia, degli eroi, dei sacrifici che hanno portato uomini a credere e combattere per l’Italia, per essere popolo che si riconosce nelle proprie radici comuni e guarda ad un orizzonte di comune destino. E’quella educazione che si forma leggendo le liriche dei grandi poeti come le lettere dal fronte di soldati e ufficiali, piene di nostalgia di casa e di senso del dovere per la Patria, quella della valorizzazione di luoghi simbolo dell’Unità d’Italia dal Grappa al Piave, come dei monumenti ai caduti presenti in ogni, anche più piccolo, comune della nostra terra, quella che ci fa sentire vicini a fratelli lontani partiti emigranti, italiani più di noi, quella che ci fa rispettare chi veste una divisa ieri, come oggi. Quella che io sento nel cuore quando vedo sventolare un tricolore nel cielo a Bassano del Grappa, ad Asiago come a Bergamo ieri. Per amor di Patria!

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 08/05/2010 alle ore 18:27:27
Domani domenica 9 maggio gli Alpini di Ampezzo sfilano a Bergamo.

Evviva gli Alpini!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!1


Loris Del Pin

Loris Del Pin
   Messaggio inviato il 08/05/2010 alle ore 17:15:15
RAMMENTATE GENTE RAMMENTATE SI STAVA MEGLIO QUANDO SI STAVA PEGGIO

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 08/05/2010 alle ore 10:59:04
Domani la festa della Mamma
La persona che per prima ti abbraccia quando vieni al mondo, la persona che ti ha dato la vita, la persona che ti amerà sempre e non ti abbandonerà mai, il nome che pronunci per primo quando inizi a parlare quasi a ringraziare di tutto quello che ha fatto e farà per te...Mamma, sei il nostro tesoro. Auguri

F,A,G

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