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Libro degli Ospiti
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   Messaggio inviato il 26/04/2010 alle ore 11:25:22
Detti Friulani
I nostri avi erano molto attenti alle cose anche se non avevano gli strumenti di oggi TV, radio e computer, sapevano essere grandi osservatori e attenti alle cose , ecco alcuni detti :
A baste miezore par imparà a fà i siors.
Basta mezz'ora per imparare a fare i signori.

Tal pais dai zuète, duc' a' crodin di cjaminà drets.
Nel paese degli zoppi tutti credono di camminare diritti.

Il tuàrt nol è mai dut di une bande.
Il torto non è mai tutto da una parte.

Al è mior fa invidie che no pietàt.
E' meglio fare invidia che pietà.

Ancje Dio al è furlan; sa nol pae vuei, al pae doman.
Anche Dio è friulano; se non paga oggi, paga domani.

Val plui un amì che cent parinc'.
Vale più un amico di cento parenti.

Ogni cjan laude la sò code.
Ogni cane loda la sua coda.

Mignestre riscjaldade no à durade.
La minestra riscaldata non dura a lungo.

Cui ch'al fas, al fale.
Chi fa, sbaglia.

vivìnt s'impare a vivi.
Vivendo si impara a vivere.

Ogni mes se fai la luna, ogni dì ai ne una
Ogni mese si fa la luna, ogni giorno ce n'è una.

A Nadal con i tiox, a Pasca con cuì che te vol
A Natale con i tuoi, a Pasqua con chi vuoi .

A no lè pedo sord de chi al no vol sentì
Non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire.

Al fàle àncje il predi sul altâr
Sbaglia anche il prete sull'altare.

Mi scuso se ci sono errori nella lingua friulana.
Lancio un messaggio : ai lettori attenti, scrivete cosa vi insegnavano i vostri nonni…

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 26/04/2010 alle ore 08:23:54
ABITARE IN CARNIA
Chi abita questa porzione di terra è perché è nato, perché è la terra degli avi o della famiglia che ci vive, perché è stato emigrante all’estero o fuori regione e vuole godersi in pace la pensione , perché uno viene e vuole realizzare un sogno meditato in una vacanza magari per caso e si è innamorato della nostra terra e ha deciso e scelto di lasciare per sempre la città.
Vivere qua , specie chi è al di fuori di queste realtà , vuol dire lasciare talvolta il benessere, i grandi magazzini, i cinema ad effetti speciali, le novità che quassù non ci sono. Questo non vuol dire di vivere peggio ma secondo me si vive meglio con altri ritmi meno incalzanti. Anche se talvolta siamo nella solitudine pero abbiamo dalla nostra parte dei grossi vantaggi che neanche la migliore sala cinematografica multimediale può proiettare , abbiamo la tranquillità fuori del caos cittadino, aria incontaminata, paesaggi incantevoli, contatto con la natura ed gli animali che ci vivono , insediamenti abitativi costruiti a misura d’uomo, facilità di rapporti umani, cibi genuini e non per ultimo il culto della tradizione. In montagna però abbiamo anche il rovescio della medaglia e cioè : scarse opportunità di lavoro, difficoltà di comunicazione tra paese e paese, per quanto riguardo la sanità infrastrutture solo a fondo valle talvolta difficoltose da raggiungere da parte degli anziani analogo problema è per le scuole gli studenti sono costretti ad alzarsi pesto e raggiungere i centri scolastici a Tolmezzo talvolta anche a Udine.
Oggi come oggi la montagna e la Carnia cominciano a guadagnare posizioni di favore, non è più escluse dal mondo e le montagne non fanno più barriera verso la pianura e le città , oggi abbiamo la televisione con il satellitare sappiamo in tempio reale cosa succede ovunque , la stessa cosa con internet siamo collegati con tutto il mondo adesso con la fibra ottica avremmo i collegamenti più veloci.
La Carnia senza metafora è terra di cieli liberi dove non c’è l’inquinamento luminoso e puoi stenderti d’estate sul prato a testa all’insù e vedere i pianeti le costellazioni e le stelle che cadono. Le nostre montagne d’estate maestose e ancora più bella d’inverno in quanto ricoperta da un candido manto nevoso .
Ecco perché vivere in montagna non è quindi necessariamente un ripiego, è piuttosto una scelta diversa di vita, che implica una profonda e totale adesione a valori che si propongono in sé come diversi da quelli della cultura ad esempio cittadina. Nelle cose è sempre importante è capire la filosofia della cultura al di fuori del territorio perché in questo modo il modello cui tendere probabilmente è quello delle culture minoritarie dove ancora oggi si conserva la l’identità e vitalità per mantenere possibili e aperte a chiunque delle scelte alternative.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 23/04/2010 alle ore 20:57:08
utente anonimo,sarà anche facolltativo non scrivere il proprio nome ma io non riesco capire il perchè.Cara Angela ho letto della festa sarai stata felice .Ti abbraccio ci vedremo fra un po.CIAO

Rosanna
   Messaggio inviato il 21/04/2010 alle ore 22:14:22
Arenzano.
Domenica abbiamo battezzato Chiara la figlia di Rosalba e Franco o meglio, Chiara e' stata battezzata e finalmente sono venuti qui lo zio Giovannino e la zia Anna (che e' la santula di Chiara)... stasera siamo tutti riuniti a casa Ferrari, perche' domani iniziano i primi rientri,,, e TESTIMONI tutti voi, gli zii hanno detto che da ora in poi verranno qui almeno una volta all'anno. Tranquilli, vi aggiorneremo se manterranno o no la promessa!!!! nel frattempo abbiamo mangiato di tutto e di piu', cosi loro potranno raccontare ad Elvis e Matteo che cosa si sono persi, oltre al paesaggio (quindi vedete di fare un salto anche Voi cugunetti !!!! ) passo la parola allo zio,per i saluti finali. saluti a tutti i lettori...Sono felice di aver passato una settimana con i miei nipoti a Arenzano e con Cecchino e Angela anche se sono 600 km da Oltris sono sempre nel cuore.

Daniela Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 16/04/2010 alle ore 09:52:27
ANCHE SE NON VIVI IN PAESE PUOI PENSARE AD OCCHI CHIUSI
Come si può dire dove finisce la realtà e comincia il sogno. Questo è un mondo magico e tutto può succedere. La nostra mente ha delle potenzialità enormi, così grandi che neanche possiamo immaginarlo. Certo, se prendiamo ad esempio una persona chiusa nel suo sé, la cui giornata, la cui vita sia tutto un correre per raggiungere qualcosa, qualunque cosa, succube del Dio Stress, questa non potrà mai vedere altro che il suo mondo, quello cha la circonda e neanche pensare a qualcosa al di fuori di esso. Ma se invece una persona, con animo sereno, è libera di guardarsi intorno, di ascoltare i rumori che la circondano, ecco che sentirà delle sensazioni diverse, ascolterà in un altro modo il mondo che la circonda, perché sarà il mondo a penetrare dentro di lei, negli spazi lasciati liberi dagli affanni quotidiani e dai suoi pensieri. Ed allora ecco che la sua mente libera si troverà a spaziare e potrà sentire e vedere cose che altrimenti non sarebbe possibile percepire. Fare una passeggiata a Oltris, in un giorno sereno, poi sederti sulla panchina, tranquilli, rilassati ed ascoltare gli uccelli a sentire i profumi della natura godendoti il panorama attorno ti puoi rilassare ad occhi chiusi, finché tutto questo entra dentro di te, ti pervade dalla testa ai piedi, noi abbiamo una fortuna la pace. Siamo tutt'uno con la natura che ci circonda, i prati , i boschi e le montagne con il volo degli uccelli che ancora qui vivono felici, siamo dentro questo guscio protettivo, dove niente di male può succedere. Anche quando riapriamo gli occhi, le sensazioni che abbiamo provato restano dentro di noi, ci pervadono interamente e potremo riprovarle ogni volta che vorremo. Non sarà necessaria essere a Oltris ma per chi è stato , per chi e lontano e non può tornare, qualsiasi altro posto andrà bene : un prato, un bosco, un giardino, purché tranquillo e silenzioso chiudendo gli occhi potrà ascoltare il canto degli uccelli o dei grilli o solo il rumore del vento e basterà restare in silenzio ad ascoltare e lasciarsi riempire da questi dolci suoni perché la serenità entri in noi e la mente si liberi completamente e pensare di rivivere i bei ricordi del paese. Voliamo sulle ali della fantasia, apriamo il nostro cuore e la nostra mente, guardiamoci intorno, scopriamo questo mondo fatato e teniamolo per sempre dentro di noi.

Giovannino Bearzi

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