Ora sei qui >> Libro degli Ospiti
Libro degli Ospiti
Il Libro degli Ospiti è una sorta di diario on-line che ha lo scopo di raccogliere pensieri, dediche, o anche semplici saluti, che gli utenti di Oltris.it hanno voluto regalarci.

E' sufficiente cliccare su "Lascia un messaggio" per lasciarci un ricordo del tuo passaggio in Oltris.it, e contribuire a mantenere vivo questo sito web!


Messaggi presenti: 629 - Pagina 99 di 126
   Messaggio inviato il 07/05/2010 alle ore 14:27:21
Le mie origini
Sono nato nel 1951 piccolo paesino di montagna della Carnia, vivevo con i miei nonni ed i miei genitori a Oltris .
Miei nonni : Le mie famiglie di origine erano da parte materna quelli di “Place”, da parte paterna quelli di “Perin”, peccato che questi sopranomi siano andati in disuso era un vero modo di identificare il ceppo famigliare da cui una persona arrivava.
Da parte materna nonno Tobia, fumava la pipa e quando beveva un goccio di grappa poi lo strofinava nei pochi capelli rimasti mia nonna Adele , non ho ancora oggi capito perché la chiamavo zia , era una vera nonna e stata per me una grande insegnante di vita. Sempre vestita di nero sempre con i capelli raccolti sotto un fazzoletto nero. Quando ormai sposato ad Ampezzo venivo a Oltris ogni volta mi dava la benedizione anche se non mi fermavo a salutarla sapeva riconoscere il motore della macchina e diceva “ brut mus tu pasis dret”. Da parte paterna mio nonno “Cec” anche lui grande uomo fumava trinciato forte e per la carta usava quella in mezzo dei sacchi di cemento, ha fatto 9 anni paralizzato a letto ed è stata una persona umile ed intelligente. Mia nonna Giovanna anche lei mingherlina vestita sempre di scuro con fazzoletto in testa ha saputo mandare avanti la casa con le sue sante mani e con le poche risorse che riceveva dalla mucca e dalla terra.
La vita che grazie ai miei nonni ho conosciuto, era quella dei montanari, dei contadini, degli agricoltori di montagna, della gente povera di soldi ma non di virtù. Vivevo in case tuttora agibili costruite attorno al 1780 con la stalla vicino alla casa . La stalla era ancora parte integrante del sostentamento della famiglia, anche se i tempi stavano cambiando, ho avuto la grande fortuna di assistere e di assaporare giornate di altri tempi, i ritmi erano quelli naturali, delle stagioni, delle lune. In primavera si piantava l’orto e si metteva il campo, le patate e i fagioli erano importanti in quei tempi, poi veniva il momento della fienagione, bisognava portare a casa il fieno che si trasportava rigorosamente sulle spalle che sarebbe servito a sfamare le mucche per tutto l’inverno. Il primo taglio era la “cultura”, seguito dal “ortiul””, ma già quest’ultimo stava sparendo, oggi nessuno lo taglia più, ad essere sincero, oggi nessuno fa’ più un sacco di cose, ma questa è altra storia. Tutto il lavoro veniva fatto a mano a quei tempi non c’era la possibilità di avere mezzi motorizzati.
Questi sembrano ricordi di fantascienza ma siamo negli anni 50/60 pensate un po’ che cambiamento rispetto ad oggi.

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 07/05/2010 alle ore 09:25:47
BUTADE IN RIDI

Une femine di un cuintal e vinc', a monte sù pa coriere. Un trop di giovins a tachin a ridile fûr. "Cjale li ce grasse ch'a è. A samee un armaron!". "Si ... a e propit come un armaron". Le femine , un pouc ofindude, si gire a colp e ai sune une sberle, al prin ch'a i rive pas mans, ch'a lu scaravente fin dapît da coriere.
"Scusaimi, giovins, .... mi si è vierte 'ne puarte cênce savêi!!!"

Prime zornade di cjace. Apene fat il patentin al partis cul libri sot il braç e a si invie su pas monz da Cjargne. Rivât diffûr di une malghe al jout une bestie. Al controle sul libri par jodi ce ch'a è. «Becco giallo, piume nere... sé merlo!». Al tire fûr la sclope e al cope une gialine. Al va un pouc indavant e al jout a jessi un'âte bestie dal tamar.
Al controle sul regolamert. «Rece longhe. pelo grigio ... sè lepre!». Al tire fû la sclope e in chel moment al sint un pêl plui in là une vous: « Dipò, barbe ... tire denti chel mus, ch'a cjal cope!!! ».


Fieste grande pa Di Centa, tornade plene di medais das olimpiades.
Tai chioscos ogni ben di Dio, no mancje propit nue. Rivin sù doi triestins: « Ciò, Furio te ga vedudo sti ciargnei i ga fatto le robe in grande! Adesso li ciapemo un po pel cul».
Si svizine al chiosco e ai dîs al paron, un cjargnel di chei di une volte: «Ghe la senta bon omo, i saria così gentil de prepararme do panini col caviale?». E il cjargnel, sence scomponisi plui di tant, dopo un pouc al rive cui doi panins.
Il triestin no content al insist: «I saria così gentil de prepararme do panini col salmon?». Nancje il timp di ordenâlu che a erin belgià pronz. Il triestin no si da par vint: «Ghe la senta bon omo, i saria così gentil de prepararme do panini col dinosauro?». Il cjargnel un pouc seciât: «Ch'al sinti mo, paron, mi displâs, ma jo par doi panins no disneci la bestie!!! ».

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 06/05/2010 alle ore 17:07:36
Risate a denti stretti:

Totti invitato ad una serata di Gala si presenta vestito con lo smoking:
All'entrata Totti legge un cartello: No- smoking " Ecco io lo sapevo me tocca torna a casa!

Totti e Del Piero stanno facendo un compito al Cepu.
Tutti e due consegnano e Totti gli fa: "come è andato il compito? " Del Piero risponde: "l’ho consegnato in bianco! " E Totti: "anke io m’ho pensano ke avemo copiato! "

Totti si ferma ad un semaforo... un bambino bussa al suo finestrino e dice: " TU DARE A ME UN EURO "...
e Totti: " E che ce fai co'n'euro "... bambino: " IO CECENO "... e Totti... " Ma che CE CENI co'n'euro nun ce fai manco colazione! "

Utente anonimo
   Messaggio inviato il 06/05/2010 alle ore 15:21:00
La mia infanzia
La seconda casa più importante della mia vita è quella dei miei nonni materni È una casetta al centro di Oltris con una grande caratteristica tetto molto spiovente. Quella casa dà subito l’impressione di calore famigliare, di felicità e di ricordi strepitosi. Il Cortile di accesso sembra dominare la casa con il suo grande portone di entrata, sotto il porticato c’èra una panca dove d’estate io e mio nonno Tobbia stavamo seduti a sentire le sue storie di guerra. Davanti casa c’è un orticello dove mio nonno coltiva le verdure . Quando ero piccola non volevo mai stare in cucina perché lo consideravo molto povero, senza allegria preferivo appena possibile andare nel laboratorio in soffitta sotto il tetto era la parte della casa che mi piaceva di più. Il nostro laboratorio degli esperimenti dove mio nonno mi faceva i giocattoli in legno e mi faceva il carretto per correre lungo la strada fino alla chiesa. Nel piano superiore alla cucina c’èrano due camere da letto ,io ero felice di dormire con i miei nonni perche a quei tempi c’era ancora il letto con il materasso fatto con le foglie di pannocchia, ancora oggi un sogno. Nei cassetti della camera andavo a rovistare per guardare il contenuto dove c’erano le vecchie foto in bianco e nero dei tempi in cui i miei nonni e mie madre erano giovani .Che bei ricordi .

Giovannino Bearzi
   Messaggio inviato il 05/05/2010 alle ore 15:59:43
Domani triste ricorrenza del terremoto in Friuli
Friuli, Giovedi 6 Maggio 1976 ore 21.06...... ha inizio la macabra danza della terra.....Trentaquattro anni fa’, in una notte apparentemente tranquilla, in Friuli qualcosa di strano stava accadendo. Era una serata calma, troppo calma... non si vedevano i soliti uccellini volare, non si udivano i grilli. Un caldo ambiguo, umido, appiccicoso. Nessuno per le strade... sono tutti a cena, e i bimbi a nanna. Gli animali del cortile da giorni apparivano nervosi. D'improvviso un botto, un rombo... sempre più forte, e ancora.... la terra inizia a tremare... sempre di più. Il pavimento oscilla, la gente inizia ad urlare e scappar fuori casa. Io mi trovavo a Tolmezzo con la mia fidanzata adesso moglie .A Gemona, Buja, Majano, Osoppo, Magnano, Artegna, Colloredo e molti altri altri paersi friulani. Le strade si rompono, le case iniziano a cedere. Rumore di morte risuona nei paesini. I Friulani credono per un istante che stia arrivando l'Orcat . In realtà si stava formando un terremoto.... IL TERREMOTO. Decimo grado della scala Mercalli. Il più grande!!
Il Messaggero Veneto scrive il 7 maggio:
Alle ore 21.06 una scossa sismica del decimo grado della scala Mercalli ha devastato Maiano, Buia, Gemona, Osoppo, Magnano, Artegna, Colloredo, Tarcento, Forgaria, Vito d’asio e molti altri paesi della pedemontana. Generosa opera di soccorso per estrarre le vittime dalle macerie. A Udine e in tutti i centri della regione una notte di paura e di veglia all’aperto. L’alba ci mostra i segni dell’immane disastro.”L'epicentro fù localizato nei pressi di Gemona. Dal giorno dopo partirono subito i primi soccorsi. Da questo disastro friulano,anzi, Italiano, naque la PROTEZIONE CIVILE. che ora opera ed è invidiata in tutto il mondo. Un dolce pensiero và alle VERE vittime di quegli istanti; a coloro che sono morti e a coloro che sono sopravvisuti ai loro cari, a chi ha perso i genitori, i figli, le mogli, i mariti, i nipoti, i cari!! A tutti coloro che hanno dimostrato che il Friuli è GRANDE basta guardare cosa sono stati in grado di fare, Zamberletti, tutti i sindaci, la popolazione intera , ricostruire , ricostruire , ricostruire per non dimenticare.

Giovannino Bearzi

Vai a Pagina:
[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [17] [18] [19] [20] [21] [22] [23] [24] [25] [26] [27] [28] [29] [30] [31] [32] [33] [34] [35] [36] [37] [38] [39] [40] [41] [42] [43] [44] [45] [46] [47] [48] [49] [50] [51] [52] [53] [54] [55] [56] [57] [58] [59] [60] [61] [62] [63] [64] [65] [66] [67] [68] [69] [70] [71] [72] [73] [74] [75] [76] [77] [78] [79] [80] [81] [82] [83] [84] [85] [86] [87] [88] [89] [90] [91] [92] [93] [94] [95] [96] [97] [98] [99] [100] [101] [102] [103] [104] [105] [106] [107] [108] [109] [110] [111] [112] [113] [114] [115] [116] [117] [118] [119] [120] [121] [122] [123] [124] [125] [126]

PREVISIONI METEO
Vedi previsioni DETTAGLIATE
METEO NELLE PROSSIME ORE

Vedi previsioni DETTAGLIATE

(fonte: ilMeteo.it)
           

         
Sito web progettato, sviluppato e gestito da BZ Consulting S.r.l.